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L’affondo del sindaco di Roccavivara: “Frattura, i molisani rimpiangono Iorio per colpa tua”

Durissimo nei toni, Domenico Di Lisa – da sempre esponente politico della sinistra molisana, ex consigliere regionale e attuale primo cittadino del comune di Roccavivara – affida la sua profonda delusione a una lettera pubblica indirizzata al governatore del Molise: “Frattura e l’allegra brigata non rappresentano il cambiamento. Governano senza proposte, mentre il Molise collassa e gli stipendi dei consiglieri regionali sono stati aumentati”. Poi lancia la sfida a Frattura: “Abolisca i vitalizi e promulghi lo Statuto”.

 

Domenico Di Lisa
Domenico Di Lisa

CAMPOBASSO. Una missiva infuocata, dal contenuto altamente infiammabile. Domenico Di Lisa, candidato alle ultime elezioni regionali al fianco di Massimo Romano, scrive direttamente al presidente della Regione. E lo fa senza risparmiargli critiche che assomigliano a cannonate, vere e proprie cannonate. Il sindaco di Roccavivara  boccia senza mezzi termini l’operato di Paolo Frattura e della sua maggioranza che “neanche lontanamente accosterei alla sinistra”, scrive Di Lisa. “Dopo la disamministrazione ed il malgoverno dovevamo aspettarci di peggio. Non feci grandi sforzi per giungere a quella conclusione e non c’è voluto molto tempo per avere ragione.  In pochi mesi sono addirittura arrivati a far rivalutare Iorio – continua ancora l’ex consigliere regionale – che si è sempre avvalso della connivenza di tanti supporters annidati nel centrosinistra, replicanti democristiani della peggiore specie (la DC ha espresso tante persone serie). In Molise non v’è traccia di proposta progettuale e programmatica del Governo regionale e della maggioranza sui temi drammatici del lavoro, dell’economia, della sanità, del sistema sociale. Il sistema produttivo è al totale collasso, quello istituzionale lo stesso e la pressione fiscale regionale è la più alta d’Italia“. Di Lisa non risparmia critiche anche all’opposizione: “Non esiste e di quella sociale neanche l’ombra. La parola d’ordine è: non disturbate il manovratore”. Poi, è un fiume in piena: “L’unica proposta in campo è quella “bufala” delle manze della Granarolo, sulla quale si distingue per la solerzia ed il “disinteresse” il senatore Ruta, che si guarda bene dal discuterne in ambienti pubblici: forse perché la sola discussione non lascerebbe un buon odore. Come se non bastassero i rifiuti tossici disseminati sul territorio dalla Camorra”.  Anche sui costi e privilegi della politica, afferma il primo cittadino, “non sono ammesse discussioni. E’ materia da statisti. Privilegi e costi che Frattura e tutti noi candidati ci siamo impegnati formalmente con gli elettori a dimezzare. Eppure, gli emolumenti dei consiglieri regionali non solo non sono stati dimezzati ma sono addirittura aumentati. Cosicché siamo assurti alla cronaca nazionale, e non certo per essere indicati come Regione virtuosa: l’Espresso, il Corriere della Sera, L’Avvenire, ed infine il servizio mandato in onda dalla “Iene” si sono occupati del Consiglio regionale. L’immagine che ne è venuta fuori è (mi lasci passare il bisticcio di parole) inimmaginabile, sconsolante e avvilente. Il danno è incalcolabile, e di gran lunga più oneroso delle risorse che si continuano a sperperare”. 

Paolo Frattura
Paolo Frattura

Si rivolge ancora a Paolo Frattura, il sindaco di Roccavivara, incalzandolo nuovamente sul tema dei mancati tagli ai costi della politica: “Da quando ho avviato la raccolta di firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare, che prevede il dimezzamento delle spettanze dei consiglieri regionali, sono diventato il nemico principale Suo e di tutti i consiglieri. Non Le nascondo che la cosa non mi dispiace affatto. Mi lasci, però, dire che le argomentazioni che Lei, insieme ai suoi sodali, adduce, sono semplicemente ridicole: io non avrei diritto a “indignarmi” a) perché percepisco il vitalizio di ex consigliere regionale, che non ho mai avuto remora a considerare un privilegio che andrebbe abolito, b) perché anche io ho usufruito del cosiddetto articolo 7. Naturalmente più che a Lei (non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire) mi preme ricordare a qualche ragazzo che all’epoca portava i calzoni corti, che porto avanti la battaglia per abbattere i costi della politica e la eliminazione dei privilegi, quando agli stessi cittadini importava poco o niente e poche persone erano sensibili al problema. Rivendico il merito – continua Di Lisa – di averne fatto oggetto di discussione e battaglia politica molto prima dei grillini. Appena approvata la legge relativa all’articolo 7, non solo non chiesi la erogazione del fondo (allora vi si accedeva su richiesta) ma ne proposi l’abrogazione. E nel marzo 2004 presentai la proposta di legge per il dimezzamento delle indennità, l’abolizione del vitalizio e del premio di reinserimento.  Presidente, sono esattamente le cose che dico ancora oggi, cose che Lei ed i suoi consiglieri non vorreste ascoltare. Ma dovrete farvene una ragione. E non sono né demagogiche né populistiche, come Lei sostiene anche con più di qualche caduta di stile. Ho sempre ritenuto che la rinuncia individuale non rappresenti la soluzione al problema, che andava e va affrontato con legge, erga omnes. La rinuncia individuale è una forma di carità, non proprio vicina alla mia cultura. Nel 2004 calcolai che se il Consiglio regionale avesse approvato la mia proposta di legge, avremmo ridotto le spese di oltre 4,5 milioni di euro all’anno. Oggi avremmo risparmiato già 45 milioni. Non mi sembrano bruscolini. Ed io non avrei maturato il diritto al vitalizio. Una cosa è certa: mentre facevo questa ed altre battaglie, Lei si candidava con Forza Italia e serenamente cresceva professionalmente ed imprenditorialmente all’ombra del Governo di Michele Iorio, magari insieme a tantissimi suoi attuali alleati. Presidente, io e coloro che con me portano avanti la battaglia, che abbiamo definito “di civiltà” e “per la democrazia”, sappiamo perfettamente che i tagli che proponiamo non sono risolutivi dei problemi della Regione, ma rappresenterebbero un segnale importante. Dobbiamo rimettere in discussione tutti i privilegi, ridurre a livelli fisiologici le differenze retributive. Questo può farlo solo una politica pronta a dare l’esempio, rinunciando prioritariamente ai propri privilegi, che abbia l’autorevolezza per farlo. Forse siamo visionari ma coltiviamo la speranza che la nostra iniziativa diventi il punto di partenza di un processo che possa puntare alla eliminazione dei privilegi anche dei parlamentari”. Infine, la sfida: “Porti in Consiglio regionale una proposta di legge che abroga i vitalizi degli ex consiglieri regionali, tra i quali c’è anche il mio. In Conferenza Stato-Regioni estenda la proposta a tutte le altre Regioni ed al Governo perché facciano la stessa cosa. Una legge illegittima in più, rispetto a quelle che ha già fatto, non rappresenta un dramma ma almeno avrà avviato una discussione che, nella situazione data, è nell’ordine delle cose. Del resto è dal giorno del Suo insediamento che omette la promulgazione della legge di approvazione del nuovo Statuto regionale. Se non lo farà, Le preannuncio che mi farò promotore di una nuova proposta di legge di iniziativa popolare per la abrogazione dei vitalizi. Rispetto a Lei ho il vantaggio di rispondere solo a me stesso e non avrei l’imbarazzo a spiegare la scelta a mio padre“, conclude Domenico Di Lisa.

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