Gli alunni delle cinque classi coinvolte parteciperanno anche a un concorso indetto dal Comune: venerdì la premiazione all’auditorium
ISERNIA. Un confronto tra competenze diverse, ma soprattutto un percorso di condivisione dei problemi riguardanti il patrimonio culturale e naturale. Sono questi i fondamenti alla base del progetto comunale ‘Il paesaggio e l’acqua’ che, nell’ambito dell’ottava edizione della settimana Unesco-Dess di educazione allo sviluppo sostenibile (18-24 novembre) dal titolo ‘I paesaggi della bellezza, dalla valorizzazione alla creatività’, ha coinvolto le classi I e II E, I G e II B della scuola media Giovanni XXIII. Il tema dell’acqua è stato scelto per vari motivi, primo fra tutti il legame profondo con la geografia di Isernia, situata sul fianco di una collina che divide due corsi d’acqua, il Carpino e il Sordo, che confluiscono nel fiume Cavaliere, affluente del Vandra, a sua volta affluente del Volturno. Non solo, ma si tratta di una terra con una significativa rete sotterranea di sorgenti. Fondamentale nella scelta di questo tema è stata anche la volontà di educare i ragazzi all’importanza dell’acqua, alla base di tutte le forme di vita conosciute. Lo studio degli alunni della Giovanni XXIII è consistito, oltre che in un’analisi storica del territorio e della storia di Isernia grazie all’archivio storico D’Apollonio e ai racconti delle persone più anziane, anche nella visita guidata di tutte le fontane e le fontanelle di Isernia. A quel punto, si sono cimentati nella preparazione dei bozzetti delle fontane con l’insegnante di arte e le hanno ridisegnate secondo il loro punto di vista e la loro immaginazione. Come si legge nell’opuscolo corredato di foto attuali e di come erano anticamente, le fontane vere e proprie, chiamate “fontes”, ebbero origine quando, per l’esigenza di raccogliere le acque sorgive, furono effettuati i primi interventi di incanalamento e drenaggio. Le prime soluzioni erano ovviamente di tipo funzionale, solo in un secondo momento, anche grazie alla costruzione degli acquedotti che resero possibile costruire fontane anche lontano dalle sorgenti, subirono un vero e proprio processo di ‘monumentalizzazione’. Si realizzarono ornamenti architettonici e scultorei, che dovevano esaltare i significati religiosi attribuiti a quel luogo e assolvere anche una funzione più propriamente urbanistica, in quanto elemento ornamentale della città. Anche Isernia era servita da un acquedotto di notevoli dimensioni che garantiva a tutto il centro urbano una distribuzione dell’acqua prelevata alle falde della montagna tra Pesche e Miranda, dalle sorgenti dette oggi di S. Martino, che alimentano tutte le fontanelle osservabili ancora oggi. Il progetto è stato realizzato con il benestare del dirigente scolastico Rossella Simeone, e con il coordinamento della professoressa Antonella Cafiero. Hanno collaborato alla realizzazione dell’iniziativa anche i docenti Marcella Cacciotti, Luciana Cafiero, Michelina Mancini, Elisa Quaranta e Antonio Tramontano. La scuola Giovanni XXIII, con questa iniziativa, parteciperà anche al concorso indetto dal Comune per le scuole, la cui premiazione è prevista venerdì prossimo all’auditorium ‘Unità d’Italia’.



