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Tartufo a S. Pietro Avellana, il Tar sospende il divieto d’accesso ai boschi

Il sindaco aveva posto ‘barriere’ territoriali per i non residenti lungo le strade “tartufigene”. Soddisfazione dei cavatori,  difesi in giudizio dall’avvocato Massimo Romano

 

SAN PIETRO AVELLANA. “Con decreto n. 160 del 29 novembre 2013, il presidente del Tar Molise ha accolto la domanda cautelare monocratica proposta dall’associazione micologica tartufai abruzzesi (Amta) sospendendo, in via provvisoria, l’ordinanza del sindaco di San Pietro Avellana n. 12 dell’ottobre scorso che aveva disposto il divieto di accesso e di transito su alcune strade del territorio comunale per i non residenti.

In particolare, si tratta delle arterie viarie di accesso alle zone a maggior vocazione tartufigena, la cui raggiungibilità sarebbe appunto stata preclusa ai non residenti, così determinando una ingiusta discriminazione ai danni dei cavatori dei comuni limitrofi.

Tartufo a S. Pietro Avellana, il Tar sospende il divieto d'accesso ai boschi
Massimo Romano

L’associazione ricorrente, rappresentata e difesa dall’avvocato Massimo Romano, aveva sostenuto l’illegittimità del divieto, in quanto motivato su presupposti illogici e contraddittori, creando una disparità di trattamento tra residenti e non residenti. Tale discriminazione ha prodotto un grave pregiudizio ai ricorrenti, non soltanto dal punto di vista economico. Il rischio ulteriore, infatti, sarebbe stato l’effetto emulazione da parte degli altri comuni: ossia la tentazione di creare, sulla falsa riga del comune avellanese, barriere territoriali all’accesso ai boschi, ciò che non sarebbe soltanto illegittimo ma anche profondamente ingiusto.

Il presidente del Tar Molise ha ritenuto che il ricorso presentato dall’avvocato Massimo Romano fosse assistito sia dal requisito del fumus boni juris, sia dalle condizioni di estrema gravità ed urgenza richieste dalla legge per la concessione di tale tutela provvisoria, fissando la camera di consiglio per il prossimo mese di gennaio.

La stagione del  tartufo bianco (che a norma del calendario regionale durerà fino al 15 gennaio) è dunque salva.

Per questo i cavatori ricorrenti hanno espresso soddisfazione, ribadendo la piena disponibilità ad offrire ogni collaborazione a tutte le istituzioni al fine di contribuire a tutelare l’ambiente, il sottobosco e le condizioni morfologiche del territorio per la migliore salvaguardia del prezioso tubero”.

 

Studio Legale Romano

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