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Gam, la rabbia di Iorio: “Azienda chiusa da aspiranti stregoni, si riapra immediatamente la produzione”

Conferenza stampa dell’ex presidente della Regione che si scaglia senza mezzi termini contro Frattura e la sua giunta regionale: “La chiusura dell’azienda di Bojano è il degno corollario dell’operato e delle promesse di questo governo regionale di aspiranti stregoni che ha illuso centinaia di persone che hanno perso la loro fonte di reddito”. Poi la denuncia: “La Regione ha preferito la chiusura per non prendersi la responsabilità di continuare ad investire”. Infine, l’appello ai lavoratori: “Pretendano di riprendere subito l’attività. Quando ero presidente, seppur tra tante difficoltà, gli allevatori allevavano, i trasportatori trasportavano e gli operai producevano”.

 

L'ex presidente del Molise, Michele Iorio
L’ex presidente del Molise, Michele Iorio

CAMPOBASSO. “La chiusura dell’impianto di Boiano annunciata dagli organi di stampa è il degno corollario dell’operato e delle promesse del Governo Regionale. Abbiamo assistito in questi mesi ad una ridda di promesse e di “idee” di risoluzione della problematica a “costo zero” da aspiranti stregoni che dal cilindro tiravano via via le magiche soluzioni, cadute ad una ad una come i dieci piccoli indiani di Agata Christhie”, Michele Iorio apre così la conferenza stampa convocata per analizzare la grave crisi che attanaglia il settore avicolo molisano.  “Da ultimo il progetto di privatizzazione con il “partner” che Frattura è riuscito a far scappare perché ci sono voluti 9 mesi per la decisione e l’espletamento di una gara ad evidenza pubblica, per poi accorgersi alla fine che non c’era più la filiera, né c’era l’accordo con Leocata per il corrispettivo del servizio di macellazione”, accusa l’ex governatore. “Il risultato di tutto è la chiusura della filiera (spazientita dalle continue promesse) e dello stabilimento per scelta politica. La chiusura, a quanto appreso, sarebbe motivata dalla scarsa sicurezza sul lavoro dell’impiantistica generale. Prima della chiusura la Gam macellava la bellezza di 20.000 polli a settimana per un equivalente di 3 ore a settimana di funzionamento degli impianti”, continua Iorio. “La prima domanda che sorge spontanea è: questo ritmo “ossessivo” di lavoro non era compatibile con una manutenzione straordinaria che mettesse intanto in sicurezza i pochi impianti in uso? O c’è dell’altro dietro la chiusura? Ad esempio la mancanza di materia prima? Perché mentre gli stregoni discutevano e promettevano, gli allevatori se ne sono andati”, svela l’ex presidente della Regione. Poi,  una serie di interrogativi rivolti direttamente all’attuale governo regionale: “Adesso assistiamo all’ennesimo “progetto risolutivo” del Governo Regionale. La creazione di una cooperativa tra gli addetti ai lavori per gestire la filiera (che non c’è più). Ed è l’ennesima promessa che non troverà alcun riscontro. Ci chiediamo infatti e chiediamo al Governo Regionale di chiarire i seguenti punti: 1) Lo sa il governo regionale che i fondi PSR per la ristrutturazione sono in cofinanziamento? E chi cofinanzierà gli investimenti (si parla di 10/20 milioni di euro)? La cooperativa di lavoratori? 2) Lo sa il governo regionale che prima di ipotizzare investimenti sui cespiti gli stessi vanno acquistati? Acquisto che noi non siamo riusciti a completare per il venir meno delle banche allorquando fu emanato un bando per un mutuo da 28 milioni di euro. 3) Ha notizia, Paolo Frattura, di alcuna società operante nel settore avicolo europeo non facente capo ad imprenditori o holding finanziarie ma ad operai ed allevatori? Ha idea il governo regionale delle difficoltà del settore e della mole di capitale circolante necessario per poter svolgere quel tipo di impresa? 4) Ritiene il governo regionale che il mercato e i clienti aspetteranno le politiche di chiusura, investimento e ripartenza e quando tra 5 anni la nuova società sarà pronta, loro saranno lì ad aspettare? Parliamo di 5 anni perché se ci sono voluti quasi 10 mesi per deciderlo, immaginiamo quanti ce ne vogliano per realizzarlo 5) Ritiene, Frattura, che le ditte concorrenti favoriscano la nascita di questa “corazzata” concedendo agli allevatori di liberarsi dai contratti sottoscritti in modo da alimentare la nascita di una concorrente? E ritiene che gli allevatori, ormai comodamente al lavoro con società dal fatturato di centinaia (se non miliardi) di euro abbandonino la loro conquista per lavorare con la cooperativa dei lavoratori?”. Michele Iorio accusa la maggioranza di centrosinistra di aver “preferito  chiudere la società per non prendersi la responsabilità di continuare ad investirci”. “La prova del nove – ragiona l’ex presidente “è che avrebbero potuto cambiare il management da marzo scorso e l’hanno fatto, invece, a novembre. Avrebbero potuto contrarre il mutuo ed acquistare gli immobili, magari a prezzi minori di quelli che erano possibili per noi, per i mutati scenari del mercato immobiliare.

Il governatore Paolo Frattura
Il governatore Paolo Frattura

Hanno scelto, purtroppo, di non fare niente ed attendere l’esito delle cose per non prendersi alcuna responsabilità, tanto poi basta dare la colpa a me. Legittimo, se non fosse che hanno illuso – e continuano ancora oggi a farlo – centinaia di persone che hanno perso la loro fonte di reddito“. Iorio, poi, elenca quanto fatto dal suo governo regionale per assicurare la continuità produttiva della filiera, sottolineando che la stessa non si era mai fermata prima fino a oggi, in 40 anni di esistenza. “Abbiamo  creato e capitalizzato una società con lo scopo di acquistare i cespiti facenti capo alla filiera, cespiti che erano stati divisi tra le mille società del gruppo Arena. Progetto, peraltro, molto apprezzato da un attuale assessore regionale, all’epoca relatore in Consiglio Regionale della delibera che ha previsto tutto l’iter per l’acquisizione dei cespiti facenti capo alla filiera avicola molisana. Abbiamo così acquistato la totalità degli impianti produttivi, prevedendo un mutuo ipotecario per l’acquisto delle mura: mutuo, purtroppo, che non è stato possibile contrarre per il venir meno della disponibilità delle banche.  Così facendo, abbiamo consentito uno sviluppo dell’attività industriale arrivando a costituire (nel dopo Arena) un portafoglio clienti appetibile per qualunque imprenditore. Dopo la fine dell’esperienza Solagrital – continua Iorio – abbiamo messo in Gam la gestione dell’attività, vero motore di tutto, al fine di darle continuità, prevedendo un primo finanziamento di 5 milioni di euro, al fine di dotarla delle prime risorse finanziarie necessarie per l’esercizio dell’impresa”. “L’affitto d’azienda alla Gam, supportato dal piano Deloitte, era lo strumento attraverso cui preservare l’attività industriale e liberarla di tutti quei vincoli e problemi che erano presenti in Solagrital. Solo contemporaneamente a tale rilancio, al completamento dell’acquisizione dei cespiti ed alla previsione di un piano di ristrutturazione cofinanziato con soggetti privati, vi erano i presupposti per allettare imprenditori di rilievo in un’ottica di una privatizzazione in continuità della Gam”, ragiona ancora l’ex governatore. “Hanno scelto, invece, la strada più breve e semplice, quella che ha consentito loro di non sporcarsi le mani. Ed hanno chiuso la società. Legittimo, perché governano loro. Ma non l’hanno detto, continuando – con proclami e promesse – ad illudere tante persone per un futuro che non hanno più”, conclude Michele Iorio visibilmente nero in volto.

 

 

 

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