Assegnati alla Provincia 650mila euro. Dirigenti e dipendenti non tornano indietro, confermando di rinunciare ad una parte della retribuzione accessoria in favore di scuole e sociale. Dagli amministratori, invece, ancora nessuna certezza. E Mancini presenta un emendamento: abolizione totale delle indennità di carica del presidente della Giunta, del presidente del Consiglio, degli assessori e dei gettoni di presenza dei consiglieri
di Graziella Colucci
ISERNIA. Questione bilancio di previsione. Sembrano giungere buone notizie per la Provincia di Isernia. Secondo indiscrezioni, infatti, lo Stato avrebbe riparametrato i fondi destinati al capoluogo pentro, assegnando all’ente di via Berta 650mila euro in più. Si tratta di fondi indispensabili per consentire al presidente Luigi Mazzuto di garantire la sopravvivenza della Provincia. Dove, in precedenza, sono stati tagliati fondi per circa 7 milioni di euro. Situazione che ha creato una certa difficoltà nel poter assicurare gli stessi servizi ai cittadini con somme notevolmente ridotte. Per far fronte alla situazione, dirigenti e dipendenti si sono detti favorevoli a rinunciare ad una parte della cosiddetta ‘indennità accessoria’. Nello specifico, i dirigenti hanno rinunciato al 30 per cento del bonus e i dipendenti al 20 per cento. Clamore ha destato, invece, la decisione riguardante gli amministratori, i quali si sono detti favorevoli ad un taglio del 20 per cento solo sulle retribuzioni di novembre e dicembre 2013. Decisione che ha sollevato critiche da parte di sindacati e Rsu, che hanno chiesto una rinuncia annua o, quanto meno, dell’intera indennità per il bimestre in questione. In seguito alla notizia del ‘recupero’ dei 650mila euro, dirigenti e dipendenti provinciali non tornano indietro. Riconfermano di rinunciare ad una parte della retribuzione accessoria, con lo scopo di devolverla alle scuole e al sociale. Dagli amministratori, per il momento, ancora nessuna riconferma. La risposta è attesa per domattina, nel corso del Consiglio provinciale. In merito si esprime anche il consigliere d’opposizione Giovancarmine Mancini, La Destra, che ha presentato un apposito emendamento al bilancio: “Premesso che la situazione economica del nostro territorio è ormai interessata da una crisi senza precedenti, che i trasferimenti di risorse statali agli enti pubblici sono sempre più irrisori, che la razionalizzazione della spesa pubblica non consente elargizioni di premi incentivanti a dirigenti peraltro già superpagati, la mia proposta è quella di salvaguardare l’integrità del fondo risorse per il personale e, in particolare, del premio incentivante garantendone la relativa copertura finanziaria. Il tutto attraverso la riduzione della percentuale della retribuzione di risultato dei dirigenti al minimo contrattuale, e – continua Mancini – l’abolizione totale delle indennità di carica del presidente della Giunta provinciale, del presidente del Consiglio provinciale, degli assessori e dei gettoni di presenza dei consiglieri provinciali”. Domani, dunque, tutte le risposte. L’esito dell’assise provinciale consentirà di capire se gli amministratori saranno disposti a rinunciare, su base annua, al bonus promozionale (così come richiesto da Mancini, sindacati e Rsu), oppure decideranno di rinunciare ai tagli, conservando intatti i loro bonus ed esponendosi al rischio che dirigenti e dipendenti rifiutino, all’ultimo momento, di ‘sacrificarsi’ da soli, facendo venire meno i numeri del bilancio e provocando il commissariamento dell’ente. Senza contare il danno all’immagine che Mazzuto e sodali si arrecherebbero da sé: perpetuare i propri privilegi in tempi di contestazione massima verso i costi della politica, infatti, potrebbe provocare reazioni imprevedibili, tra la collettività.



