Il 20 dicembre la Regione Molise si esprime sul progetto di realizzazione di una centrale a biomasse a Campochiaro: i funzionari pubblici sono chiamati ad approvare o bocciare l’istanza del marito (ex socio del governatore Frattura) di Mariolga Mogavero – capo di gabinetto della Presidenza e segretario generale della Giunta regionale – a sua volta già socia della compagna del presidente della Regione. Sul tema, interviene il leader di Costruire Democrazia, Massimo Romano, che su Facebook denuncia: “Vicenda scandalosa, si eviti inesorabile deriva su affari milionari”. E non risparmia critiche alla stampa locale e all’opposizione in Consiglio regionale: “Salvo rare eccezioni, hanno altro a cui pensare”.

 

Mariolga Mogavero e Paolo Frattura
Mariolga Mogavero e Paolo Frattura

CAMPOBASSO. “Lo scorso anno, il giornalista Paolo De Chiara ha denunciato il mastodontico conflitto d’interessi di Paolo Frattura, titolare di una società per la realizzazione di una centrale a biomasse a Campochiaro”, esordisce così – dalla sua pagina Facebook – l’ex consigliere regionale Massimo Romano. “Mentre le amministrazioni pubbliche dormivano profondamente, il Tar Molise ne annullava l’autorizzazione (ritenuta illegittima) solo grazie al coraggio e alla determinazione di associazioni ambientaliste, attivisti degli sport acquatici sul Biferno, amanti delle montagne del Matese, archeologi, cavatori di tartufi, imprenditori del lattiero caseario (e qualche politico meno assonnato)”, continua Romano. “Dopo la bocciatura del Tar, la società non s’ è persa d’animo e ora torna alla carica riproponendo il progetto: la Regione si esprimerà venerdì prossimo, 20 dicembre. Frattura, nel frattempo, ha ceduto le sue quote – gratuitamente – al suo ex socio, ossia il marito dell’ing. Mariolga Mogavero, già socia della compagna di Frattura in attività energetiche (come ha raccontato a maggio sul Corriere della Sera Sergio Rizzo) e nominata proprio da Frattura dirigente esterno della Regione con funzioni di Capo di Gabinetto della Presidenza e Segretario Generale della Giunta Regionale: stando a quanto riferisce l’house organ di Frattura, la Mogavero sarebbe da tutti chiamata la “governatrice“, per il potere che esercita nella burocrazia regionale e lo strettissimo rapporto che la lega al Presidente.

Massimo Romano
Massimo Romano

In altre parole – ragiona l’ex consigliere – i funzionari regionali sono chiamati a dire “si o no” al progetto del marito del dirigente ad essi sovraordinato“. Poi, approfondisce: “Nella compagine societaria di Campochiaro, inoltre, è recentemente subentrato il gruppo C&T, titolare di un inceneritore a Termoli più volte, negli anni passati, salito agli onori della cronaca giudiziaria perché bruciava ogni genere di rifiuti pericolosi, ovviamente senza alcuna autorizzazione. La stessa C&T è una vecchia conoscenza di Frattura: sono stati infatti soci nella Bio Com, per la costruzione di un altro impianto di energia, a Termoli, mai realizzato (nonostante avesse beneficiato di 300mila euro di soldi pubblici dell’art. 15 per la ricostruzione post sisma, e che tuttavia non ha mai restituito). Ora: è del tutto legittimo che qualcuno pensi e dica che si tratta di fatti ormai noti, che peraltro sono emersi anche in campagna elettorale e non hanno inficiato la vittoria di Frattura (che infatti è Presidente della Regione, al contrario di chi ne ha fatto oggetto di battaglia, come il sottoscritto, che ha perso). Ebbene – si sfoga Romano – di questa obiezione me ne fotto: per me era ed è una vicenda scandalosa, senza precedenti, che merita di essere combattuta, con la schiena dritta, sia per tutelare il Matese, la salubrità dell’aria, la salute dei cittadini e la vocazione turistica di quel territorio, sia come battaglia di democrazia contro l’assuefazione o, peggio, la rassegnazione rispetto all’inesorabile deriva che su affari milionari nel comparto dei rifiuti, i controllori pubblici possano coincidere con i controllati privati, in uno schema di inquietante conflitto d’interessi. Anzi, di perfetta coincidenza di interessi. I loro. Ovviamente, salvo rarissime eccezioni, sia la stampa locale che l’opposizione (?) hanno altro a cui pensare”, conclude Massimo Romano.