Il consigliere d’opposizione traccia il consuntivo dell’anno in corso: presenzialismo inutile dell’amministrazione, ma questioni delicate quali le frane di via Occidentale e del Macerone irrisolte dopo mesi. Rammarico per la disponibilità a derogare ai termini previsti per la presentazione del bilancio in Consiglio comunale: non è stata fatta in tempo la contrattazione decentrata a scapito dei lavoratori
ISERNIA. Straordinari 2013 non pagati ai dipendenti del Comune di Isernia. Nonostante la disponibilità del centrodestra ad anticipare i tempi di approvazione del bilancio di previsione. Lo svela il consigliere comunale del Nuovo centrodestra, Stefano Testa, che in una nota di fine anno evidenzia l’inerzia del sindaco Luigi Brasiello su questioni cittadine definite quali autentiche “battaglie di civiltà”. Testa fa una serie di esempi chiarificatori: oltre allo straordinario maturato nell’anno 2013 e all’indennità di contratto dei dipendenti di Palazzo San Francesco, “per la quale non è stata fatta nei tempi previsti la contrattazione decentrata“, il consigliere comunale punta il dito contro “l’immobilismo dimostrato dall’amministrazione” per le frane di via Occidentale, all’altezza della casa editrice Iannone, e, ancor più, per la frana del Macerone, che ha isolato, di fatto, una miriade di frazioni (Colle Martino, Colle Croce, Vandra, ecc.). Ecco il contenuto integrale della nota del giovane esponente del Ncd, che sprona il primo cittadino a darsi una mossa e a coinvolgere tutti i consiglieri nelle scelte importanti per la città:
“E’ Natale: vogliamoci bene! Questo antico adagio mi ritorna nella mente sistematicamente, all’approssimarsi delle festività natalizie. Ma il vogliamoci bene è anche la sintesi di un bilancio consuntivo che andrebbe fatto a fine anno per verificare se le cose fatte coincidono con quelle pensate e sulle quali erano stati presi impegni personali, professionali e politici. Ebbene, il consuntivo dell’anno in corso, io ho cercato di farlo ponendomi l’ obiettivo della imparzialità. Avevo affrontato la campagna elettorale di primavera con l’intento di assumere impegni per mantenerli, mi sono speso per conoscere e affrontare i problemi della collettività tutta, ma a distanza di mesi devo ammettere che negli enti pubblici in genere v’è il dominio totale di una burocrazia verso la quale il cittadino è impotente. A conferma di quanto dico, cito due esempi che sono sotto gli occhi di tutti.

Durante l’anno mi sono speso per la ‘visibilissima’ frana di via Occidentale, dove è crollato un antichissimo muro ‘vincolato dalla Soprintendenza’ quale bene da conservare e tutelare. Ebbene, al di là di alcune ordinanze emesse da vari enti (Comune, Soprintendenza, ecc.), a distanza di circa un anno la frana occupa la quasi totalità della carreggiata di via Occidentale all’altezza della casa editrice Iannone. Le pietre che costituivano il muro di sostegno del soprastante orto sono intoccabili perché classificate ‘bene culturale’, pertanto, ai sensi delle leggi vigenti, andrebbero pulite, catalogate e rimesse al posto originario con tecniche ricostruttive costosissime. Tutta questa inerzia finora ha comportato che la situazione si è ulteriormente degradata e potrebbero crearsi effetti negativi anche sulle costruzioni che insistono sul muro che ha ceduto e sull’area dell’orto che lo stesso reggeva. I proprietari sollecitano interventi risolutivi, le risposte sono sempre evasive e mai definitive: è evidente che si aspetta il morto per intervenire, facendo finta che nessuno sapesse niente. La mia proposta è chiara: considerato che l’intero declivio che dal muro crollato arriva al fiume Sordo è interessato da movimenti franosi – per la qual cosa occorre anche mettere in sicurezza il collettore fognario – perché non si usa il ribasso d’asta della gara per risolvere il problema del muro in questione che ha ceduto? Ovviamente, si potrebbe anche far ricorso alla Protezione Civile per ottenere delle somme urgenti per la messa in sicurezza di un sito importante sul piano storico, ma anche su quello della sicurezza dei cittadini.

Il secondo caso riguarda quel tratto di strada della Statale 16-Appulo Sannitica che scavalca il valico del Macerone, attualmente interrotta a causa di una frana che ha fatto scivolare la carreggiata di parecchi metri a valle. Questa strada una volta aveva la funzione di collegamento dell’Abruzzo con il Molise e, all’attualità, serve una miriade di frazioni (Colle Martino, Colle Croce, Vandra, ecc.) con un notevole numero di abitanti, ove si consideri che in queste contrade la campagna isernina è densamente abitata. Ebbene, durante la campagna elettorale ho cercato di sensibilizzare sia il sindaco designato dalla mia parte politica che le istituzioni già operative presenti sul territorio. Ho organizzato incontri tra i cittadini delle frazioni e il presidente della Provincia, che puntualmente portava con sé mappe della zona, ipotesi di progetti già abbozzati, studi che sancivano la possibilità di risolvere il tutto in breve tempo, creando così legittime aspettative. Tutto questo lavorio di sensibilizzazione e di impegni da prendere veniva fatto parimenti dalla parte politica del sindaco eletto. Ebbene, a distanza di otto mesi, assisto atterrito a incontri sistematici durante i quali si parla delle problematiche sollevate dalla Soprintendenza, delle difficoltà economiche, della possibile realizzazione di una ‘pista’ da parte di una ditta locale interessata al transito dei propri automezzi, ma nessuno parla dei disagi che devono sopportare ogni giorno i cittadini di quelle frazioni. Si tratta di disagi gravissimi, ove si consideri che per arrivare sulla parte percorribile della Ss 16 si è costretti ad attraversare delle strade interpoderali che sono costituite da una carreggiata ridotta, dove non è possibile il transito di due trattori e/o due macchine che si incrociano. Tali strade hanno pendenze anche superiori al 10 per cento pertanto, in presenza di neve, ghiaccio e acqua diventano intransitabili fino a determinare l’isolamento delle frazioni stesse, salvo che non si rischi la vita. Forse anche per la risoluzione di questo problema si aspetta che si verifichi qualche incidente mortale. Ancora una volta la burocrazia tratta i cittadini come servi dai quali pretendere le gabelle da amministrare malamente.
E’ chiaro che il tutto fa riferimento anche all’attività dell’amministrazione comunale e, per essa, al sindaco, che presenzia a tutti gli incontri di ogni ordine e grado ma che, rispetto a problematiche puntuali, non fa altro che prendere atto di quanto viene propinato dai burocrati: sindaco, agisci! Intervieni con provvedimenti e atti tali che il cittadino capisca di avere un rappresentante disposto a fare battaglie, anche dure, per la risoluzione dei problemi della città! Cerca di coinvolgere tutti i consiglieri comunali, sia di minoranza che di maggioranza, in queste battaglie che sono vere e proprie battaglie di civiltà.
Ultima notazione che mi ha lasciato l’amaro in bocca riguarda i diritti dei dipendenti comunali, relativamente allo straordinario maturato nell’anno 2013 e all’indennità di contratto per la quale non è stata fatta nei tempi previsti la contrattazione decentrata. Mi ha lasciato l’amaro in bocca perché il sottoscritto si è prodigato per l’approvazione del bilancio al punto che, unitamente a tutti gli altri consiglieri della minoranza, ha subito la deroga ai termini previsti per la presentazione del bilancio stesso in Consiglio comunale: ma questo doveva significare risolvere tutti i problemi compresi quelli dei diritti dei dipendenti”.



