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Radon all’asilo, l’Arpa conferma il rischio. Brasiello: gli alunni restino nella vecchia sede

Il Comune studia una formula per sospendere il pagamento del fitto della struttura di proprietà della Cicchetti Industrie Grafiche, dove l’Arpa ha ravvisato lo sforamento del gas naturale oltre i valori di legge 

 

ISERNIA.  Gli alunni dell’asilo San Giovanni Bosco resteranno nella vecchia sede di corso Garibaldi. Lo afferma il sindaco di Isernia, Luigi Brasiello, dopo il ricevimento della lettera dell’Arpa Molise che conferma la presenza di gas radon nella struttura di San Lazzaro di proprietà della Cicchetti Industrie Grafiche di Isernia. Per l’Agenzia regionale per la protezione ambientale, i valori medi annui riscontrati sarebbero superiori a quelli consentiti a norma di legge. Dunque, l’amministrazione comunale, di fronte all’ipotesi di far rientrare i bambini della scuola per l’infanzia nella sede di San Lazzaro una volta terminati i lavori di bonifica, fa sapere di preferire la soluzione attuale. Ovvero, quella di lasciare che l’anno scolastico prosegua nei locali dell’istituto di corso Garibaldi, onde evitare altri disagi da spostamenti. La scelta della sede dove trasferire i bambini a scopo precauzionale, del resto, è stata confortata dal parere dei tecnici comunali. Il Municipio, inoltre, sta provvedendo tramite l’ufficio legale a tutelarsi nei confronti della Corte dei conti rispetto alla questione del fitto della struttura di proprietà di Cicchetti. Finora, infatti, l’amministrazione Brasiello ha continuato a pagare regolarmente il canone di locazione, nel rispetto del contratto stipulato. Ma adesso, dopo che l’Arpa ha emesso il verdetto negativo, si sta studiando una sorta di sospensiva. A bonifica avvenuta, si riprenderebbe con i regolari pagamenti, anche perché la sede di San Lazzaro resta la soluzione preferibile. Così facendo, però, Mimmo Cicchetti rischia di rimetterci due volte: in primis in termini d’immagine, dopo la ‘fuga di notizie’ sulla presenza di radon a fine agosto scorso. In secondo luogo, per il mancato introito derivante dall’affitto. Un motivo in più per dire le vie legali, per l’imprenditore, che ha sempre sostenuto che la presenza di gas radon non ci fosse, come dimostrato da una serie di controlli a tappeto effettuati per conto proprio, così da scongiurare ogni ipotesi allarmistica. Come spiegato dal dottor Mimmo Lucarelli, responsabile per la sicurezza dell’azienda, sono stati finanche eseguiti dei monitoraggi istantanei che misurano la presenza di radiazioni: i valori riscontrati sono stati sempre al di sotto della soglia naturale, dimostrando dunque la completa assenza del gas. Insomma, i risultati dell’Arpa non coincidono con quelli di Cicchetti. Il quale ha fatto sapere di voler intentare una causa per danni proprio all’Agenzia di protezione ambientale del Molise per avere ingenerato un “dannoso e ingiustificato allarmismo“. La notizia delle concentrazioni di radon, a suo dire, non andava divulgata. Altro sarebbe stato se la positività al radon fosse stata confermata in un più ampio lasso di tempo.

 

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