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Cerro ‘scippato’ della presidenza, pronto il ricorso al Tar

L’assessore comunale di Cerro al Volturno, Ubaldo Rossi, annuncia battaglia: “Trattai in maniera indegna dal governo Frattura, che ha anche congelato una serie di finanziamenti”

 

CERRO AL VOLTURNO. Da Cerro non mancano le reazioni dopo la decisione del Consiglio regionale che ha tolto la direzione didattica al popoloso comune della valle del Volturno. L’ultimo ad intervenire, in ordine di tempo, è stato l’assessore comunale Ubaldo Rossi, papabile candidato alla carica di sindaco alle prossime elezioni amministrative di maggio 2014. In una nota, molto dettagliata, l’assessore Rossi esprime tutto il suo rammarico per la decisione. “Ho appreso con molto stupore la notizia, specie se si pensa che ormai il fatto di mantenere la presidenza era una cosa certa, visto che i sindaci si erano espressi favorevolmente per il nostro Comune e che la Regione doveva soltanto limitarsi a ratificare quanto deciso dall’assemblea dei Sindaci stessi. Invece, non si sa perché, è stato stravolto tutto. Chiederò immediatamente al sindaco Vincenzo Iannarelli di attivare tutte le procedure previste per presentare ricorso al Tar con l’intento di  difendere i nostri diritti e le nostre ragioni. Inoltre, vorrei ringraziare proprio il sindaco – spiega Ubaldo Rossi – che ha dato ulteriore dimostrazione di attaccamento al paese, per essersi battuto con tenacia e caparbietà affinché Cerro mantenesse la centralità della presidenza, di fatto raggiungendo il traguardo, se non fosse successo ciò che tutti sappiamo. Vorrei prendere l’occasione anche per consigliare all’amico capogruppo di minoranza Di Pascale, da amministratore ed esponente di partito, di riconoscere le responsabilità dell’attuale governo regionale di centrosinistra, invece che scaricare la colpa sulla mancata coesione dei sindaci. Questi ultimi, per chi non ne fosse a conoscenza e come già detto, si erano espressi favorevolmente, a maggioranza, perché la presidenza rimanesse a Cerro e tale decisione doveva avere soltanto l’ultimo ok dalla Regione, che però, misteriosamente, non è arrivato. Il gioco messo in atto è talmente chiaro che non serve il mago: adesso portare la direzione e tra non molto  tempo, spinti magari dal fatto di avere una scuola di recente costruzione, far chiudere l’Istituto di Cerro per trasferire alunni, docenti e operatori scolastici nel plesso collese. Il tutto con evidente nocumento per le poche attività ormai presenti nel territorio cerrese, che grazie alla presenza della scuola e allo svolgimento del servizio mensa godono di una grande boccata di ossigeno per le proprie casse, mantenendo in piedi un tessuto economico prossimo alla paralisi. Sono curioso di sapere come la pensano tutti coloro che hanno dato la propria fiducia all’attuale Ppesidente Frattura e alla coalizione di centrosinistra, che hanno messo volontariamente fumo negli occhi ai cittadini cerresi con promesse fino ad ora non mantenute. Mi riferisco, oltre al regalo ultimo della perdita della presidenza, anche al finanziamento dello svincolo Fondo Valle Sangro prima assegnato dalla Giunta Iorio e poi di nuovo tolto dall’esecutivo Frattura, notizia data elegantemente alla comunità durante un incontro del Pd locale da un suo assessore direttamente in casa nostra. Così come mi riferisco al finanziamento di via Montano e per la piazza di San Vittorino, ottocentomila euro, sempre concessi da Michele Iorio ma al momento in stand-by, e che voci di corridoio darebbero addirittura bloccato  senza addurre alcuna giustificazione plausibile. Mi sarei aspettato una bella presa di posizione in difesa della nostra  terra e della nostra gente – continua il politico cerrese – anche e soprattutto da chi rappresenta il centrosinistra a livello locale e si definisce vicino al presidente Frattura, visto che in queste circostanze l’interesse comune dovrebbe avere la meglio sull’appartenenza politica e sulle strategie di partito. Ma, evidentemente, non è così.  A questo punto la domanda sorge spontanea: cosa si nasconde dietro questo comportamento discutibile della Regione, e parlo sia della scelta di togliere la presidenza didattica e sia dei  finanziamenti mai arrivati o che sono stati revocati? Qualcuno forse pensa ancora che, “experienza docet”, le lettere di merito relative ad opere da realizzare e che avevano come fine di mettere in luce potenziali candidati alle prossime amministrative e sostenitori dell’attuale amministrazione regionale, sortiscano sempre la loro attrazione elettorale? Forse queste persone non hanno considerato che il popolo cerrese ha uno spessore culturale ed intellettuale talmente forte che difficilmente darà ancora credito ed adito ad  improbabili promesse. Ed ancora: per caso sono già in corso strategie politiche, visto che ci avviciniamo alla scadenza naturale dell’amministrazione ed invece di tenere a cuore le sorti di un paese che ha bisogno di tornare a sorridere si pensa ad altro? Sbaglio, o sono stati proprio gli esponenti locali del Pd a criticare Michele Iorio per la tempistica e le modalità di concessione di finanziamenti, a loro dire contestabili, e ora stanno facendo peggio? Michele Iorio, al contrario, seppure in ritardo rispetto ad altri paesi, aveva pensato a dare linfa al nostro comune, e proprio a lui va il mio grazie personale per avere evitato il dissesto finanziario dell’ente, togliendo a noi amministratori il grattacapo dei famosi due milioni di euro che bisognava rendere alla Regione e che avrebbero mandato in dissesto il Comune, fondi  che invece  la sua Giunta ci aveva ridato. E proprio per dimostrare vicinanza e gratitudine al presidente Iorio una delegazione massiccia di Cerro, sia amministratori che non, è stata presente a Campobasso per la manifestazione di adesione a Forza Italia alla quale invito tutti a partecipare. Concludo – termina la nota –  con un appello: cari cerresi e gentile presidente Frattura, amara è quella terra che ha bisogno di eroi”. 

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