Si è conclusa ieri la sesta edizione della Natività rievocata dai gruppi laici della parrocchia del Sacro Cuore di Isernia. In chiusura di manifestazione, le fiaccole agnonesi di contrada San Quirico in processione per le strade

 

ISERNIA. Il fuoco delle ‘ndocce agnonesi per illuminare la venuta al mondo di Gesù Bambino, rievocata nel suggestivo spettacolo del presepe vivente organizzato dal convento-parrocchia Sacro Cuore dei Frati Cappuccini di Isernia. La sesta edizione, svoltasi dal 26 al 28 dicembre, ha fatto registrare un alto numero di presenze nonostante il maltempo dei primi due giorni. Ieri sera il gran finale, con la partecipazione straordinaria delle ndocce della contrada San Quirico di Agnone che hanno sfilato in una breve processione per le strade di Isernia. Moltissimi gli spettatori accorsi per assistere all’antico rito del fuoco di origini pagane, trasformatosi in festa della luce del Natale, che ha riscaldato i cuori dei fedeli isernini.

La magia del presepe vivente illuminata dalle ndocce
Le ndocce di contrada San Quirico lungo corso Garibaldi a Isernia

Tutto si è fermato, in un’atmosfera sospesa tra il passato e il presente, la realtà e la fantasia con le strade illuminate dalla fiamma ardente delle fiaccole a ventaglio, portate a spalla da uomini avvolti dal caratteristico mantello nero. Il presepe vivente – suggestivo come pochi con i tanti figuranti che indossano costumi rievocanti l’antica Betlemme e la ricostruzione delle antiche botteghe di arti e mestieri – è organizzato con l’ausilio di tutti i gruppi laici che animano la parrocchia del Sacro Cuore. Diventato una piacevole tradizione per la città, vuol essere anche un omaggio ed un augurio per le solenni festività a una popolazione che da tanti anni ospita i frati cappuccini e li riempie costantemente di affetto. Lo spettacolo, al di là della pura finzione scenica, è anche un modo in più per riflettere sull’amore che Dio ha voluto donare a ciascuno con la nascita di Gesù Bambino. Naturalmente la grotta della Natività, posta nella cripta della Chiesa, è stato il fulcro di tutta la rappresentazione nella quale non sono mancati, come sempre, segni caratterizzanti la cultura e la tradizione della città di Isernia. Come ormai consuetudine, il presepe vivente ha avuto un tema specifico per invitare tutti a riflettere: quest’anno, l’accoglienza ai popoli in difficoltà e l’appello di Papa Francesco lanciato da Lampedusa (nelle foto alcuni figuranti e la barca ‘dei pescatori’ con la scritta ‘Solidarietà: una via per la speranza).

 

 

 

 

 

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