Conferenza stampa di fine anno del presidente della Regione. Il suo bilancio: “Abbiamo mantenuto gli impegni”, ma il suo primo anno di amministrazione rischia di essere ricordato solo per le figuracce rimediate a reti unificate sul fondo portaborse, per gli aumenti in busta paga dei consiglieri regionali, per le polemiche sui costi della politica, per la disoccupazione giovanile salita al 50%, per il collasso della filiera avicola molisana e per l’inasprimento della tassazione regionale (Irpef, Irap, bollo auto e concessioni) a carico dei cittadini. Nessuna traccia delle rivoluzioni promesse in campagna elettorale

CAMPOBASSO. Dice di aver mantenuto le promesse, il presidente del Molise. E lo fa – durante la tradizionale conferenza stampa di fine anno – partendo dai costi della politica, dagli sprechi e dai tagli alla spesa pubblica che, a suo dire, ammontano a 11 milioni di euro. Certo, ce ne vuole di coraggio a parlare di “impegni rispettati” ma a lui – Paolo Frattura, governatore della regione – il coraggio non manca. Così, impavido, sciorina numeri e dati, percentuali e calcoli, alla presenza dei quattro assessori regionali e della stampa.
COSTI DELLA POLITICA. “Rifarei tutto daccapo – afferma orgoglioso Frattura – abbiamo adeguato gli stipendi dei consiglieri regionali alla normativa nazionale, abbiamo abrogato il fondo portaborse, sui vitalizi aspettiamo la proposta del Parlamento e in funzione di quella ci muoveremo”. Peccato, davvero peccato che il presidente della Regione continui a non ricordare – o lo ricorda, ma non lo dice – che il decreto Monti sugli stipendi dei consiglieri è stato sì recepito – come ultima regione d’Italia – ma adeguando le indennità verso il massimo (4.500 euro netti al mese ‘solo’ di rimborso spese), dimenticando di aver promesso di dimezzarle solo un anno fa. E la nuova legge regionale che ha ricalcolato gli importi degli stipendi degli inquilini di Palazzo Moffa, guarda un po’, porta la firma proprio di Frattura, insieme a quella di Vincenzo Niro.

Peccato che il governatore – dopo aver negato, per mesi, gli aumenti – continui a tacere sui 1.600 euro netti in più che qualche fortunato consigliere regionale si è ritrovato in busta paga dopo il presunto taglio ai costi della politica; peccato si siano dovuti mobilitare i cittadini indignati, la Rai, Mediaset, la stampa nazionale e qualche organo di informazione regionale (tra cui ‘Isernianews’) prima di far comprendere alla miope classe dirigente l’illegittimità del fondo portaborse – quello dei 2.451 euro netti più famosi d’Italia – regolarmente liquidato e intascato da quasi tutti i consiglieri regionali anche dopo aver recepito la normativa nazionale. Soldi pubblici impropriamente percepiti e che vanno restituiti alle casse regionali. Gravissimo. Frattura si dice convinto che “la gogna mediatica non sia una modalità che serve a raggiungere gli obiettivi”. Invece è servita eccome: solo dopo essersi visti sbugiardati in mondovisione, imbarazzati come bimbi colti con le mani nella marmellata, gli inquilini di Palazzo Moffa hanno deciso di cancellare definitivamente il fondo per i portaborse, non senza aver provato – prima – a regolamentarlo: e guarda un po’, anche questa volta la prima firma in calce alla legge regionale che ha regolamentato – non abrogato – il bonus dei 2.451 euro è stata quella di Frattura. Peccato, ancora, che lo stesso dimentichi di aver promesso pubblicamente solo qualche settimana fa – quando era in campagna elettorale per le Primarie del Pd al fianco di Matteo Renzi – di mettere mano ai vitalizi degli ex consiglieri (papà Fernando ne percepisce due) salvo poi fare marcia indietro e affermare – oggi – di essere in attesa di una eventuale proposta del Parlamento.

Peccato, ancora, che il presidente del Molise non spieghi come mai il finanziamento pubblico ai gruppi consiliari regionali sia clamorosamente aumentato rispetto a tutte le altre regioni d’Italia in virtù di un’assai stramba – e, a parer nostro, illegittima – moltiplicazione di coefficienti che vedono assegnare al Molise gli stessi soldi del Veneto, il triplo di quelli della Basilicata: così, un consigliere regionale molisano – oltre alla già ricca indennità mensile – si ritrova con 20.683 euro annui a disposizione per le spese di funzionamento del gruppo consiliare. In Basilicata ne ha 5.979, in Veneto 9.047.
SPESA PUBBLICA. Frattura cita un rapporto della Uil sui costi della politica per autogratificarsi: “Siamo la prima regione d’Italia quanto a tagli della spesa rispetto al 2012”. E fornisce numeri e percentuali. Rapporto dall’esito quasi scontato: nel 2012, il Consiglio Regionale del Molise era composto da 31 inquilini – oggi ne sono 21 e neanche per merito di Frattura, ma in virtù di una legge nazionale – gli assessori regionali lo scorso anno erano 6 (oggi ne sono 4 grazie a una norma approvata dall’ex governatore Iorio e che lo stesso Frattura voleva abrogare per allargare la giunta a 5 e, magari, accontentare Vincenzo Cotugno). Numeri, anche questi, ma che il governatore preferisce omettere. Poi la chicca che ha davvero del simpatico: “Tagli persino sul Bollettino ufficiale della Regione – annuncia Frattura – che non sarà più stampato ma sarà solo telematico. Risultato: si passa da 180mila euro a 20mila euro di spesa all’anno”. Una vera rivoluzione, una riforma sostanziale e colossale per la quale riceverà il plauso dei tanti molisani che continuano a perdere il lavoro.
TRASPARENZA. Il presidente – in campagna elettorale prometteva una regione trasparente come il vetro – parla della riorganizzazione degli uffici regionali (altra riforma ‘epocale’ dell’era Frattura) e delle delibere di Giunta consultabili online. Peccato che a smentirlo sia direttamente il ministero per la Pubblica Amministrazione, che nella sua classifica ufficiale sulla trasparenza colloca la Regione Molise al terzultimo posto a livello nazionale, con soli 24 indicatori su 66 soddisfatti. Alla faccia del decreto legge n°33 del 2013, insomma. Eppure, il governatore parla di trasparenza.

SANITA’, TRASPORTI, FONDI UE. Frattura ammette di avere un rapporto difficile con i funzionari romani dei ministeri che tengono sotto osservazione il Molise a causa del debito sanitario che continua a lievitare a dismisura (87 milioni di euro), nonostante gli impegni assunti dal governatore di ridurlo. Impietoso, infatti, è stato il giudizio espresso il 21 novembre 2013 dal tavolo tecnico nazionale presieduto dal dottor Massicci che, senza mezzi termini, ha bocciato l’operato di Frattura-commissario alla sanità. Tante, troppe le criticità emerse e denunciate dal verbale ministeriale, mentre non è dato ancora sapere il destino degli ospedali di Venafro, Agnone e Larino dopo che la scure dei tagli ai posti letto inevitabilmente si abbatterà sugli stessi. Anche sulla realizzazione dell’Autostrada Termoli-San Vittore – fortemente voluta dall’ex governatore Iorio – il presidente della Regione ha sorpreso con un clamoroso dietrofront: in campagna elettorale prometteva di non volerla, oggi “l’impegno è di non perdere le risorse” per l’opera strategica. Infatti, il 16 dicembre 2013 la Giunta regionale ha provveduto a desiginare il nuovo Consiglio d’amministrazione della Società Autostrade del Molise Spa: un presidente – l’ingegner Antonio Di Bello – e due componenti, l’avvocato Annamaria Macchiarola e l’ingegnere Ferdinando Antoniani. Frattura, poi, dice di volere ripristinare il collegamento via mare con la Croazia recuperando il progetto del Termoli jet e di avere disponibili – nei prossimi sei anni – 800 milioni di euro di fondi europei. Ancora, promette di approvare la legge sull’editoria nei prossimi mesi, di ridurre le tasse (a fine luglio le ha aumentate: a gennaio Irpef più pesante nelle buste paga dei molisani e bolli auto più salati) e annuncia di aver messo in vendita la sede romana della Regione in via Nomentana . Insomma, numeri e annunci, promesse e impegni: Frattura sembra parlare ancora in qualità di candidato presidente e non di governatore del Molise da quasi un anno. “Nel 2014 ci sarà ancor più rigore: per quest’anno abbiamo mantenuto le promesse”. Sarà, intanto le aziende chiudono, la Gam di Bojano fallisce, i disoccupati aumentano, i molisani diventano sempre più poveri, ma la Regione Molise rispamierà 1 milione di euro per il servizio di web callcenter. Riforme epocali, grazie Presidente.
Palmira
Manovra finanziaria 2013-2014:
Sintesi della riduzione dei costi 2013-2014
|
VOCE |
Spesa 2012 |
Risparmi al 2013 |
Stima 2014 |
Riduzione % al 2014 |
Risparmi al 2014 |
|
Fitti passivi |
2.500.000,00 |
– |
1.250.000,00 |
-50% |
-1.250.000,00 |
|
oneri derivanti dalla cessazione contratti di affitto |
1.000.000,00 |
– |
|
-100% |
-1.000.000,00 |
|
Oneri di rappresentanza |
237.000,00 |
-169.000,00 |
50.000,00 |
-79% |
-187.000,00 |
|
Spese generali per materiale di consumo |
975.000,00 |
-275.000,00 |
650.000,00 |
-33% |
-325.000,00 |
|
Oneri per la connettività |
2.178.000,00 |
1.089.000,00 |
165.000,00 |
-92% |
-2.013.000,00 |
|
spese per beni e consumi degli enti dipendi e società in house |
21.000.000,00 |
-2.500.000,00 |
17.000.000,00 |
-19% |
-4.000.000,00 |
|
compensi organi amministrativi del Sistema Regione Molise |
1.600.000,00 |
-550.000,00 |
500.000,00 |
-69% |
-1.100.000,00 |
|
Oneri per bollettino ufficiale della Regione |
180.000,00 |
-160.000,00 |
20.000,00 |
-89% |
-160.000,00 |
|
Spese per il web callcenter |
1.600.000,00 |
-1.150.000,00 |
450.000,00 |
-72% |
-1.150.000,00 |
|
Totale spese |
31.270.000,00 |
-3.715.000,00 |
20.085.000,00 |
-36% |
-11.185.000,00 |



