Protestano praticamente tutti: i lavoratori della Gam di Bojano, dell’Ittierre di Pettoranello, della Protezione Civile di  Campobasso, dello Zuccherificio del basso Molise, gli operatori della sanità e dei trasporti, le piccole e medie imprese, gli edili. La disoccupazione giovanile ha raggiunto livelli impressionanti e sfiora il 50% del totale, le aziende chiudono insieme agli ospedali pubblici, la ricostruzione post sisma è immobile e l’inasprimento fiscale (a luglio la maggioranza di centrosinistra ha votato per l’aumento dell’Irpef, dell’Irap e del bollo auto) tartassa le famiglie molisane. Il Molise chiede lavoro, risposte e garanzie per il futuro ma dal governo regionale arrivano solo tavoli tecnici, cassa integrazione e nessuna soluzione.

 

Lo slogan elettorale di Paolo Frattura
Lo slogan elettorale di Paolo Frattura

CAMPOBASSO. I 218 precari della Protezione Civile vivono queste ore sull’orlo del baratro, quelli della Gam hanno probabilmente già smesso di sperare, quelli dell’Ittierre forse lo hanno fatto già da un pezzo. L’emergenza è seria, reale e chi governa il Molise sembra non avere uno straccio di idea su come fronteggiarla: tutto il contrario di quanto andavano raccontando in campagna elettorale, sciorinando soluzioni e promettendo imminenti rivoluzioni. Eppure si sono candidati a guidare questa terra, hanno promesso prima – ciò che non hanno mantenuto dopo – e hanno pure vinto le elezioni a larga maggioranza. Ci sarebbe tanto da riflettere e pure da piangere perché il disastro sociale è proprio dietro l’angolo. Sfidiamo chiunque a non parlare di disastro con la perdita di circa diecimila posti di lavoro, indotti compresi. E invece riescono addirittura a farti ridere, perché il comunicato con cui il governatore Paolo Frattura esulta per il 44% dei consensi a lui attribuiti (è un sondaggio, diamine, e non sono nemmeno numeri idiallici) ha un forte retrogusto tragicomico. Non brilla certo per tempismo e nemmeno per umiltà. Diciamo che sembra provenire da un mondo lontanissimo, distante da una Regione che mai come oggi necessita di una guida politica forte e chiara. Già, forte e chiara. Invece si galleggia nella più totale confusione, a suon di comunicati stampa, annunci, smentite, giravolte e balletti. Con il “delegato” Salvatore Ciocca che annuncia nuovi concorsi pubblici (già accantonati dalla realtà dei fatti), con Cristiano Di Pietro che parla inutilmente di “dramma umano” e delle ‘solite’ colpe di chi li ha preceduti e con Paolo Frattura che si sofferma sulle macchine del fango. Nel frattempo, le aziende chiudono, le tasse aumentano, nella busta paga di qualche fortunato consigliere regionale ci sono sempre 1600 euro in più, la sanità è nel caos e gli ospedali pubblici vengono smantellati, la ricostruzione post sisma è praticamente ferma, la Protezione Civile (il ‘caso’ del momento) cambia quattro direttori nel giro di pochi mesi e la Regione Molise è pronta a mandare a casa, in un contesto sociale come questo, ben 218 precari. Non siamo qui a strumentalizzare e a sindacare, come per anni chi è stato all’opposizione – e oggi si ritrova catapultato al governo – ha saputo fare, chiediamo semplicemente una linea certa, una presa di posizione responsabile e determinata. Qualche sussulto sembra giungere dall’onorevole Venittelli e dal resto della delegazione parlamentare pronta a fare pressing sul governo nazionale per ottenere le risorse mancanti, completare la ricostruzione e salvare i posti di lavoro. Dal governo regionale il nulla. Solo un’esultanza, tanto ingiustificata quanto inopportuna, sul presunto gradimento di cui Frattura racconta di godere. Siete migliori di chi vi ha preceduto? Più bravi, più buoni, più giusti? Per ora, senza offesa, nessuno se ne è accorto. Forse neanche loro.