Nel corso del convegno ‘conservazione e valorizzazione dei siti archeologici’, l’architetto isernino Enza Zullo prende parola illustra i lavori di valorizzazione, iniziati con un primo lotto nel 2005 e in attesa di essere completati 

 

ISERNIA. ‘Conservazione e valorizzazione dei siti archeologici. Approcci scientifici e problemi di metodo’. Questo il titolo del ventinovesimo convegno che la città di Bressanone ha ospitato. Si tratta di uno degli appuntamenti internazionali più importanti per archeologi, architetti e scienziati europei. Tra i relatori del convegno anche l’architetto isernino Enza Zullo, docente di restauro all’università degli studi di Foggia e funzionario presso la Soprintendenza per i beni culturali e paesaggistici delle province di Bari, Barletta-Andria-Trani e Foggia. Zullo si è soffermata sulla questione dei ‘parchi e siti archeologici del Molise: problematiche e prospettive di tutela e valorizzazione’. Con la competenza e l’esperienza che le derivano da decine di pubblicazioni scientifiche, l’architetto ha incentrato il proprio intervento sull’area archeologica sotterranea dell’antica ‘Aesernia’, una delle più ricche del Molise. “Nell’antichità – afferma – sulla parte più alta dell’abitato, esistevano almeno tre templi, di cui uno noto solo dalla letteratura e probabilmente realizzato al di là dell’arco di San Pietro, dove oggi è l’edificio dell’ex seminario. Attualmente – prosegue Zullo – nell’area è possibile vedere un lungo tratto del podio del tempio più antico, che aveva un’estensione di circa 31×21 metri e un’abside terminale (al cui interno è collocata una sepoltura che riutilizza un sarcofago antico) realizzata nei primi anni del cristianesimo, quando il tempio fu adibito al culto cristiano”.  L’architetto ha anche fatto un breve excursus dei lavori di valorizzazione del sito archeologico isernino, iniziati con un primo lotto nel 2005 e in attesa di essere completati con lotti successivi. Gli atti del convegno di luglio sono già diventati un libro di gran mole (quasi 1300 pagine), essendo stati pubblicati dalle edizioni ‘Arcadia ricerche’, a cura di Guido Biscontin e Guido Driussi. All’incontro hanno aderito il politecnico di Milano e le università di Padova, Venezia, Genova, Brescia e Reggio Calabria. Il patrocinio è stato del Ministero dei beni e delle attività culturali, del Cnr di altre istituzioni scientifiche nazionali e regionali.