FILIGNANO. I primi effetti dovuti al ‘riaddebito’ di circa un milione di euro all’amministrazione corrente del comune di Filignano guidata dal primo cittadino Romeo Pacitti e sottratti alla gestione straordinaria di liquidazione dello stesso ente iniziano a farsi sentire. La giunta comunale, nei giorni scorsi ha deciso di non appesantire ulteriormente il carico tributario sui cittadini, ma di procedere ad ulteriori tagli di spesa. Essa infatti ha deliberato di procedere alla contrazione della pianta organica del personale mettendo in mobilità, parzialmente, due figure professionali che collaborano da anni con l’ente, oltre a ridurre i consumi di energia elettrica pubblica. “Questo – ha spiegato il sindaco Pacitti – in una prima fase, nella prospettiva di rinvenire ulteriori strategie per il rientro della grave esposizione. Pur avendo la giunta comunale a suo tempo, sanato prospetticamente la parte corrente del bilancio (secondo la programmazione attuata dopo le delibere precedentemente assunte dal commissario straordinario della liquidazione), gli sviluppi successivi hanno fatto saltare tale programmazione. Si è stati costretti – continua il primo cittadino – a ricorrere a strumenti estremi di riqualificazione dell’operare amministrativo mettendo in essere le iniziative anzidette. I bilanci degli ultimi tre anni hanno visto realizzare avanzi di amministrazione notevoli destinati a creare una vita più facile per i filignanesi. Purtroppo la ‘restituzione’ all’ente di un milione di euro di debito, crea un effetto dirompente che turba gli equilibri posti in essere finora. Certamente – conclude Pacitti – le iniziative intraprese produrranno un impatto sfavorevole e impopolare che gli amministratori avrebbero voluto evitare in considerazione delle prossime elezioni amministrative, ma hanno ritenuto di non dovere anteporre aspetti elettorali all’interesse dei cittadini incolpevoli di quanto avviene. Rimane ineludibile il dovere morale di chi amministra di non incidere ulteriormente con prelievi tributari esasperati per debiti di grosso importo, maturati a seguito di gestioni amministrative poco accorte”.




