STRASBURGO. La Commissione Europea ha pubblicato il primo rapporto sulla diffusione del fenomeno della corruzione negli Stati membri. L’indagine, realizzata da Price&Waterhouse per l’Olaf (l’Agenzia Antifrode europea), è stata presentata a Bruxelles dal Commissario agli affari interni Cecilia Malmström. Un rapporto che evidenzia anche i deficit delle legislazioni dei Paesi membri ed anche dell’Italia che, a detta del documento, presenta una normativa insufficiente nel settore privato e pubblico con un conseguente costo dannoso per l’economia. A fronte del rapporto, l’onorevole molisano Aldo Patriciello ha presentato, nel corso dell’ultima Plenaria di Strasburgo, un’interrogazione alla Commissione con la quale richiede “di lavorare ad una nuova iniziativa che sproni gli Stati membri ad uniformare le normative anti-corruzione, garantendo quindi pari opportunità in tutti i Paesi membri. La corruzione mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni democratiche e nello Stato di diritto, – afferma Patriciello nell’interrogazione – danneggia l’economia europea e priva gli Stati di un gettito fiscale particolarmente necessario. Come riportato nel rapporto della Commissione, essa costa all’economia europea 120 miliardi di euro l’anno e soprattutto in Italia, nonostante la ‘legge anticorruzione’ adottata nel novembre del 2012 e gli sforzi profusi, il fenomeno rimane preoccupante; inoltre – ha aggiunto l’eurodeputato – la metà dei 120 miliardi che ogni anno la corruzione sottrae all’economia dell’Unione europea riguarda l’Italia e nel sondaggio Eurobarometro, allegato alla relazione, risulta che per più dei tre quarti dei cittadini europei (76%) e ben il 97% degli italiani, la corruzione è un fenomeno nazionale dilagante. Credo che a fronte di tali dati sia necessario incrementare tutte quelle iniziative utili a fronteggiare tale problema, nonché garantire una coerenza tra stati da un punto di vista legislativo”.