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Foibe, Costanzo Della Porta: “Io ricordo”

Il Portavoce di Fratelli d’Italia: “Ricordare alle generazioni future questa macabra pagina della storia italiana”

 

CAMPOBASSO. La storia, intesa quale racconto cronologico degli eventi, dovrebbe essere raccontata per quello che è, senza mistificazioni ed utilizzi strumentali. Per anni i testi scolastici imposti dalla nomenclatura accademica hanno calato il sipario su una delle più grandi tragedie subite dal popolo italiano, in particolare dalle popolazioni istriane e dalmate, ad opera delle milizie partigiane iugoslave di Tito, nella totale indifferenza delle potenze militari dell’epoca. Migliaia di connazionali uccisi barbaramente e gettati nelle foibe, cavità carsiche, tecnicamente definite “inghiottitoi”, ancora vivi. Tantissimi altri costretti ad essere esuli in Patria, spogliati del diritto di definirsi e soprattutto di sentirsi ITALIANI.
« Ancora adesso la notte ho gli incubi, al ricordo di come l’abbiamo trovata: mani legate dietro alla schiena, tutto aperto sul seno il golfino di lana tirolese comperatoci da papà la volta che ci aveva portate sulle Dolomiti, tutti i vestiti tirati sopra all’addome… Solo il viso mi sembrava abbastanza sereno. Ho cercato di guardare se aveva dei colpi di arma da fuoco, ma non aveva niente; sono convinta che l’abbiano gettata giù ancora viva. Mentre stavo lì, cercando di ricomporla, una signora si è avvicinata e mi ha detto: “Signorina non le dico il mio nome, ma io quel pomeriggio, dalla mia casa che era vicina alla scuola, dalle imposte socchiuse, ho visto sua sorella legata ad un tavolo e delle belve abusare di lei; alla sera poi ho sentito anche i suoi lamenti: invocava la mamma e chiedeva acqua, ma non ho potuto fare niente, perché avevo paura anch’io” »
E’ il racconto di Licia Cossetto, sorella di Norma, un ragazza di 23 anni, arrestata, violentata e poi infoibata per non aver mai rinnegato di essere ITALIANA. Di seguito il testo delle motivazioni con le quali Le hanno giustamente attribuito la medaglia d’oro al valore civile:
«Giovane studentessa istriana, catturata e imprigionata dai partigiani slavi, veniva lungamente seviziata e violentata dai suoi carcerieri e poi barbaramente gettata in una foiba. Luminosa testimonianza di coraggio e di amor patrio».
Oggi l’Italia ricorda i martiri delle foibe, e con essi ricorda il sacrificio di Norma.
Grazie ad una legge del 2005 l’immane tragedia delle foibe è divenuta ricorrenza istituzionale.
Meglio tardi che mai. A noi il compito di ricordare alle generazioni future questa macabra pagina della storia italiana e l’insegnamento che ne deriva: Orgogliosi di essere italiani.

 

Il Portavoce Provinciale di Fratelli d’Italia
Costanzo Della Porta

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