ISERNIA. Nanni Moretti avrebbe detto: “Dì qualcosa di sinistra”. Ma in Molise sarebbe stato un dialogo fra sordi. Forse un sms partito per sbaglio. Forse la necessità di raccattare quanti più voti possibile, anche da chi non ha nulla a che vedere con il Pd, pur di sconfiggere il temuto trio Venittelli-Leva-Ruta. Del resto, già alle Primarie dell’8 dicembre scorso, Paolo Frattura chiamò in causa l’europarlamentre di Forza Italia Aldo Patriciello, che fece ovviamente votare Matteo Renzi. Oggi, invece, il governatore ‘chiede aiuto’ a CasaPound. Pur di far vincere le Primarie del Pd, domenica prossima, alla sua candidata, Micaela Fanelli, il presidente della Regione commette uno scivolone senza pari, chiedendo il sostegno finanche a Pierfrancesco Di Salvo, ex responsabile regionale di CasaPund, oggi semplice iscritto del movimento di destra. E’ proprio Di Salvo a svelare l’altarino con una nota stampa: “Con stupore e grasse risate, alle ore 14.51 di ieri, 13 febbraio – si legge nella nota di Di Salvo – ricevo un sms dal telefono privato del presidente della Regione, Paolo Di Laura Frattura, dove leggo testualmente: “Votiamo la Fanelli alle Primarie per la segreteria regionale del Pd, domenica 16? Un abbraccio”. Considerato il fatto che il presidente possiede il mio numero per aver cercato di chiarirsi, senza peraltro riuscirci, dopo aver ingiustificatamente gettato fango su CasaPound nell’ottobre 2011, quando il sottoscritto ne era il responsabile, mi vedo obbligato a rendere pubblico quello che ritengo un dilettantismo politico e una mancanza di memoria storica che non ha eguali. Domani dirà di non conoscermi, che gli è partito il tasto del cellulare o che qualcuno ha mandato il messaggio al posto suo, ma sta di fatto che invece di pensare alle sorti della regione il presidente ha dimostrato al sottoscritto un dilettantismo politico da primati internazionali che, a memoria, non ha pari”.
“Non entro nel merito – continua Di Salvo – delle lotte per la guida di un partito, non mio, dove il ‘capo supremo’ (Renzi) propone nuove forme di voto per la guida dell’Italia che garantiscano, a suo dire, il voto popolare e poi forza i suoi per essere nominato premier senza essere stato eletto da nessuno, ma personalmente mi sento obbligato, moralmente e politicamente, a dire ai molisani e allo stesso che Frattura non è il mio presidente. Chiedere il voto a Casapound, perché di questo si è trattato, dopo aver gettato fango e discredito sulla nostra associazione non solo è di cattivo gusto ma è ridicolo, se si pensa che per raccattare quattro voti da parte degli antifascisti, l’allora candidato Frattura, risultato poi perdente, dichiarò a mezzo stampa di essere contrario a CasaPound in Molise. Il “presidente di tutti”, non il mio, per qualche giorno decide di “mandare al diavolo” (mi si passi il termine) i precari, la sanità, gli anziani, i disoccupati, le auto blu, le riforme ecc. e chiede il voto a chiunque per tentare di dare il Pd in mano ad una sua fidata in perfetto stile berlusconrenziano. Beh, è cascato male – conclude provocatoriamente l’esponente di CasaPound – e se è vero, com’è vero che le Primarie del Pd sono aperte a tutti, quasi quasi li butto questi due euro e vado a votare la Venittelli a sfregio”.




