HomeREGIONEComunità del Parco: critiche al ministro per la nomina del nuovo presidente

Comunità del Parco: critiche al ministro per la nomina del nuovo presidente

La commissione ambiente della Camera ancora non si pronuncia sulla proposta di nomina. Il presidente del Pnalm Alberto D’Orazio: la decisione è stata rinviata a domani. Tutto questo dopo venti mesi di commissariamento e ben otto mesi dall’avvio della procedura di nomina


La nomina del nuovo presidente del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise crea disapprovazione. Alberto D’Orazio, vertice della Comunità Pnalm, comunica di aver convocato l’assemblea proprio per dare informazioni sulla procedura di rinnovo degli organi dell’ente e, allo stesso tempo, fare chiarezza su quanto è accaduto nelle ultime settimane. In riferimento alla nomina del nuovo presidente, D’Orazio fa sapere che la proposta è stata sottoposta al ‘parere’ delle commissioni Ambiente del Senato e della Camera dei deputati. Mentre la commissione del Senato ha espresso parere favorevole, quella della Camera non si è pronunciata, ravvisando la necessità di approfondimenti anche attraverso l’audizione del candidato. “Il pronunciamento sulla proposta del ministro – si legge nella nota di D’Orazio – è stato rinviato alla prossima seduta prevista per martedì 18 febbraio, a seguito della quale avverrà la firma ufficiale del decreto di nomina. Tutto questo dopo venti mesi di commissariamento e ben otto mesi dall’avvio della procedura di nomina. Sono tempi lunghissimi, inaccettabili, che confermano che qualcosa non va. Qualcosa non è andato neanche nella proposta del ministro se ci sono voluti 8 mesi per giungere (?) alla conclusione”. Il problema, secondo il presidente della Comunità Pnalm, è che la proposta (anche se formalmente corretta) è praticamente debole perché “poco attenta ai cambiamenti in corso; poco attenta alla crescente domanda di coinvolgimento e di partecipazione che viene dai cittadini; poco attenta alla domanda di trasparenza ormai ineludibile, perché quando non c’è trasparenza nelle scelte (in assenza di regole chiare) è inevitabile che si aprano spazi enormi alle interpretazioni più varie; fino a far supporre l’applicazione di ‘schemi’ che dovrebbero appartenere al passato; fino ad alimentare il dubbio che si possa privilegiare l’appartenenza piuttosto che conoscenza, la fedeltà piuttosto che la capacità, la contiguità piuttosto che il merito. Ecco perché – prosegue D’Orazio – pur in presenza di una proposta già sul tavolo delle Regioni era stato suggerito un passaggio e un confronto con il territorio, oltre che la richiesta di un contributo e la ricerca di condivisione di quella scelta. E tutto questo, anche per sgombrare il campo dalla sgradevole sensazione di sentire quella proposta come l’ennesima calata dall’alto. C’era, in sostanza, soltanto una richiesta di fare chiarezza prima di procedere. Ma non c’è stato ascolto. O se siamo stati sentiti (ma non ascoltati) ciò è avvenuto a cose ormai fatte, a decisione ormai presa, senza nessuna possibilità di mediazione. La comunità – prosegue il presidente Pnalm – da sempre ha chiesto di superare un commissariamento assurdo, ma attraverso un percorso partecipato e basando la scelta del presidente su criteri trasparenti, ‘assumendo la competenza’ come requisito base. Questo e non altro ho inteso precisare a beneficio di una informazione corretta e rispettosa delle posizioni da noi assunte attraverso documenti e deliberazioni”. Infine D’Orazio sottolinea anche un altro aspetto, quello della lealtà che dovrebbe guidare il buon funzionamento della comunità. “La mia preoccupazione – chiarisce il presidente – si è accentuata quando sono venuto a conoscenza di una iniziativa irrituale, irrispettosa sul piano istituzionale, divisiva, che fa male alla Comunità e all’immagine del Parco, che fa male al territorio. Mi riferisco alla nota fatta circolare, peraltro, solo tra alcuni sindaci e poi inviata alla segreteria politica del ministro e quindi alle commissioni parlamentari. Un’iniziativa che, a prescindere dal contenuto per come è stata messa in atto, incrina consolidati rapporti di lealtà e di rispetto. Un’iniziativa che poteva essere portata utilmente all’attenzione di questa assemblea e liberamente discussa. Su questo occorre riflettere serenamente per fare chiarezza, al fine di salvaguardare i rapporti di fiducia che sempre ci sono stati tra noi, al di fuori delle opinioni che possono anche divergere. Siamo qui – conclude D’Orazio – per rappresentare le comunità locali interessate alla soluzione dei tanti problemi. A noi è richiesto di contribuire alla buona amministrazione del Parco e, quindi, di un patrimonio che è fondamentale per la vita e per l’economia del territorio. Per questo saremo giudicati e di questo dovremo rispondere alle comunità locali e all’opinione pubblica nazionale e internazionale”.

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