CAMPOBASSO. Sempre e ancora bufera sulla sanità molisana. I tecnici capitolini del Tavolo Massicci hanno ‘bocciato’ i Piani operativi presentati dalla Regione. Le criticità fino ad oggi evidenziate per il capitolo sanitario pare restino tutte in piedi, come resta alto il debito del settore, certificato al 31 dicembre 2012 per 330 milioni di euro. Ed ecco che il commissario Frattura rischia di essere a sua volta commissariato. Ed è proprio il presidente della Regione a sbottare, a margine del summit a Roma: “Le decisioni spettano al Governo ma non siamo stati adeguatamente valutati”. Quindi la riflessione e i commenti affidati ad una nota stampa. “La partita per una sanità garantita ai cittadini per qualità dell’offerta e sostenibilità dei costi – afferma Frattura – non può essere giocata in una contrapposizione continua tra Tavolo tecnico e struttura commissariale. Per primi noi chiediamo il supporto di riferimenti qualificati e organizzati che ci aiutino a concludere il ridisegno già avviato del nostro servizio sanitario regionale, un tavolo di affiancamento e partenariato con cui confrontarsi per il raggiungimento degli obiettivi fissati dal piano di rientro: il pareggio dei conti entro la fine del 2015 e un’offerta sanitaria di qualità accessibile a tutti i cittadini molisani”. E sull’esito della verifica dei piani operativi 2013-2015 il governatore è diretto e naturalmente contrario al commissariamento: “Noi siamo preoccupati, seriamente preoccupati – dichiara – che il rigore e la qualità messi in campo per il risanamento dei conti, rigore e qualità che caratterizzano i programmi operativi presentati, non siano stati adeguatamente valutati. Un commissariamento, come proposto dal Tavolo tecnico, non comporterebbe altro che l’annullamento di ogni contraddittorio: ci ritroveremmo – paventa il governatore – un commissario che produce atti in linea con le indicazioni ministeriali, ma non rispondenti alle istanze e alle esigenze dei cittadini e del territorio. Tuttavia si tratta di un rischio lontano, perché – rimarca – è la Presidenza del Consiglio dei ministri la sola titolata a decretare un commissariamento”. Sulla questione del debito, invece, sulla quale la riunione del Tavolo tecnico ha prestato grande attenzione, il presidente della Regione torna a scaricare le responsabilità: “Noi non c’eravamo. Quel deficit porta una firma che non è la nostra. Porta la firma di un commissariamento lungo sette anni. Un commissariamento, tra l’altro, affiancato, allora come oggi, dagli stessi subcommissari indicati dal Tavolo tecnico. E’ discutibile il fatto che i tecnici ministeriali – chiosa Frattura – abbiano contestato i nostri programmi operativi senza entrare nel merito della qualità della proposta che abbiamo formulato, come invece ci saremmo aspettati. Loro chiedono il commissariamento, noi rispondiamo – rilancia – chiedendo l’affiancamento di riferimenti qualificati, come l’Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, o le Regioni modello nella gestione della sanità pubblica. I cittadini molisani hanno bisogno di chi sappia coniugare, con rispetto e sensibilità, il loro inviolabile diritto alla salute con il pareggio dei conti”.




