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Renzi lancia il ‘Jobs Act’ e in Molise tutto tace

Fusco Perrella in una nota ricorda le misure messe in atto dai governi regionali di centrodestra sul tema giovani e lavoro e lo scarso attivismo in materia dell’attuale Giunta

 

CAMPOBASSO. “Il neo governo Renzi ha messo al primo punto della sua agenda politica il ‘Jobs Act’: si tratta di un piano di lavoro volto a cercare di contrastare e risolvere anche e soprattutto il problema dell’elevato tasso di disoccupazione giovanile. Il Molise, è giusto sottolinearlo, è stato sicuramente all’avanguardia in materia, visto che tra il 2007 ed il 2011, sono state intraprese e promosse molte iniziative per aiutare i giovani ad entrare con meno difficoltà nel mondo lavoro. Peccato che, attualmente, malgrado gli strumenti a disposizione, l’attuazione di tali iniziative sia totalmente assente”. A parlare è la consigliera Angiolina Fusco Perrella la quale, nel periodo poc’anzi citato, era stata designata Assessore al Lavoro, Politiche Sociali, Formazione Professionale e Politiche Giovanili.
“La politica, che nella sua definizione originaria si intende come ‘amministrare nel bene di tutti’, per essere degna di questo nome nome deve abbracciare tutti i settori nevralgici della società civile, in primis i giovani. Ma in Molise – continua la Fusco Perrella – tutto ciò non avviene. Malgrado, come già rimarcato, l’attuale giunta abbia tutti gli strumenti per favorire l’inserimento lavorativo delle generazioni più giovani.
Nel 2007 –continua la Fusco – venne approvato l’accordo di programma quadro per il progetto “Giovani al Lavoro”, per il quale venne stabilita una durata triennale (annualità 2008, 2009, 2010), il quale prevedeva la possibilità di presentare richieste di contributi per la creazione di impresa, al fine di promuovere l’occupazione giovanile e garantire nuovi e migliori posti di lavoro.
I requisiti necessari per beneficiare degli interventi erano i seguenti: avere età compresa tra i 18 e i 35 anni; essere residenti in Molise; essere disoccupati. La concessione del contributo era così determinata: fino ad un massimo di Euro 30 mila per ogni persona non occupata che dava vita ad una nuova impresa individuale o ad uno studio professionale, per il quale era prevista l’iscrizione ad un albo professionale o elenco o che intraprendeva attività di consulenza; fino ad un massimo di Euro 30 mila per ogni persona non occupata che dava vita, assumendone la qualità di socio, ad una nuova società di persone o ad una nuova cooperativa di lavoro per la produzione di beni e servizi o ad uno studio associato di professionisti. L’ammontare massimo del contributo, indipendentemente dal numero dei soci, non poteva superare l’importo di Euro 150 mila.
Altra importante iniziativa, sempre nel 2007, è stato il Programma d’azione per il reimpiego di lavoratori svantaggiati – P.A.R.I., nato con l’obiettivo di sperimentare politiche del lavoro centrale sul welfare attivo e costruire e realizzare un metodo per assicurare sistematicamente gli interventi necessari a sostenere la stabilità dei tragitti lavorativi e dei diritti di cittadinanza delle persone, creando intorno al cittadino-lavoratore una rete di servizi in grado di supportarlo nella vita quotidiana. Nel 2009 poi L’Esecutivo regionale ha approvato e pubblicato il Programma del Pacchetto Ammortizzatori denominato “Lifelong learning Programme – LLP – Programma di Politiche di tutela attiva dell’occupazione” volto all’attuazione di interventi formativi nonché di interventi finalizzati alla strutturazione di progetti e piani di trasformazione/ristrutturazione da parte delle aziende, a valere sulle risorse del POR FSE 2007/2013. Il suddetto Programma delineava pratiche di Lifelong Learning di duplice natura: da una parte emergenziali, ossia volte alla riqualificazione/aggiornamento delle competenze dei lavoratori in CIG o Mobilità in deroga, nonché dei lavoratori con rapporto di lavoro “atipico”, attraverso la definizione di politiche proattive; dall’altro standard, nello specifico intese a garantire l’acquisizione di nuove competenze e/o il miglioramento/aggiornamento di quelle già possedute dai lavoratori in CIG o Mobilità in deroga, nonché dai lavoratori con rapporto di lavoro “atipico”, attraverso la progettazione ed attuazione di politiche proattive. Successivamente nell’ambito del medesimo programma vennero previsti interventi formativi diretti a rendere effettivo e garantito il diritto di ogni lavoratore di accedere ad un numero più ampio possibile di offerte formative lungo tutto l’arco della vita ed in ogni ambito di attività. Sempre nel 2009 è stato approvato il bando per la presentazione di progetti di “Start Up” e “Spin Off” di impresa innovativa, che ha portato all’approvazione di quarantatre progetti per un finanziamento totale di 20 milioni e 320 mila euro. Molteplici le iniziative portate avanti e realizzate nel corso del 2010, a partire dal Piano di interventi denominato “Azioni di sistema Welfare to work per le politiche di re-impiego nella Regione Molise”, che intendeva porre in essere misure volte a fronteggiare la condizione di disagio dei lavoratori espulsi dai processi produttivi o a rischio di disoccupazione in conseguenza di situazioni di crisi aziendali o settoriali, attraverso percorsi individuali di reinserimento nel mercato del lavoro supportati da adeguate forme di agevolazione e di incentivazione. Di grande rilievo anche le varie iniziative che hanno portato a regolamentare lo strumento dell’apprendistato, prima con la Legge Regionale n. del 19 febbraio 2008 e successivamente con il relativo regolamento n. 1 dell’8 gennaio 2010, fino all’approvazione dell’annualità 2010 con Delibera di Giunta Regionale n. 208/2010. Anche in termini di attività formative è doveroso ricordare le Borse di studio per master e corsi di perfezionamento. Nel 2011 invece è stato approvato il Piano Integrato “Giovani Molise 2011-2013″, un piano sperimentale di politiche attive facente parte del progetto interregionale Abruzzo-Molise, programmato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dalla Regione Molise per agevolare l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro, stimolando l’imprenditorialità ed il sistema produttivo regionale. Diverse iniziative dunque, in passato, sono state messe in cantiere. E tanto ancora, vista la disponibilità attuale, si potrebbe fare. Se solo l’interesse della Giunta fosse proiettato principalmente sul Molise e sui cittadini molisani”.

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