ISERNIA. Emilio Izzo dalla parte di Manuela Petescia. Il sindacalista della Uilbac interviene a sostegno della direttrice di Telemolise, protagonista di vibranti proteste, pochi giorni fa, presso la procura della Repubblica di Campobasso. La giornalista, come riferito dall’Ansa, sostiene di essere in possesso di importanti informazioni in merito a una indagine che la vede coinvolta e che riguarda una presunta corruzione che sarebbe avvenuta attraverso la linea editoriale di Telemolise. Ma anche di essere in possesso di ulteriori prove in merito al procedimento giudiziario nei confronti del questore di Campobasso, Giancarlo Pozzo, indagato per favoreggiamento nei confronti dello stesso presidente Frattura. Ciononostante, il procuratore capo Armando D’Alterio si è rifiutato di ascoltarla. Circostanza, questa, che ha provocato l’intervento di Izzo. “Come si può rimanere in silenzio difronte a fatti come a quelli accaduti alla direttrice dell’emittente televisiva di Telemolise – dichiara l’esponente della Uilbac – portatasi senza indugio sulla porta del procuratore D’Alterio per essere ascoltata su fatti importanti che coinvolgerebbero persone nient’affatto sconosciute e lasciata fuori senza nemmeno un ‘le farò sapere'”. Eppure, ricorda Izzo, in un convegno sulla lotta alla mafia, lo stesso D’Alterio aveva invitato i presenti a collaborare senza remore con la giustizia. “Sarebbe questa la richiesta di collaborazione rivolta ai cittadini – si chiede Izzo – Del resto, non si deve per forza credere a ciò che viene confidato. Si ascolta, si confuta e poi si agisce di conseguenza, anche contro chi denuncia, non sarebbe la prima volta”. Ma non in questo caso.