CAMPOBASSO. “Se in questi giorni si guardano i titoli di un giornale locale e distrattamente l’occhio cade sulla cronaca politica, il lettore ha un certo smarrimento. E’ portato a pensare che i nostri politici, piuttosto che nelle sedi istituzionali, si trovino ad operare freneticamente nel retrobottega di una pizzeria. Cosa fanno? Rimpastano. Frattura rimpasta alla Regione, Di Bartolomeo, per non essere da meno, rimpasta al Comune. Sembrano aver partecipato al corso regionale di formazione per pizzaioli. Ma qual è la pizza che ci preparano? Ahinoi, sempre la stessa! Salatissima (si pensi alle addizionali), poco digeribile (la gran parte degli elettori soffre di intolleranze alimentari), costosissima (indennità, prebende varie, compartecipazioni). Da un po’ di tempo, poi, quella che gli riesce meglio è la pizza al taglio (spending review). Ne sfornano di ogni tipo, sia quelle da asporto,da consumarsi a casa (Tarsu, Imu) che quelle da consumarsi in piedi, richiestissime dai viaggiatori della tratta Campobasso-Roma. La concorrenza però si mostra agguerrita. Si preannuncia l’apertura in tutta la regione di pizzerie ‘a cinque stelle’ che potrebbero lanciare sul mercato un prodotto ‘rivoluzionario’. Li vedremo allora davvero, con le facce impolverate di farina, lavorare energicamente gli impasti?”.
Gaetano Gargiulo




