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Misteri di Campobasso: li paga la Provincia di Isernia

ISERNIA. Qualcuno giura di averlo sentito risuonare anche nei corridoi della Provincia d’Isernia: ‘Scannett’ allert’, il grido in vernacolo che dà il via alla bellissima processione dei Misteri di Campobasso, che sarebbe diventato (anche) patrimonio pentro. Non se ne dolgano i sostenitori del campanile: ma nel 2013 la i festeggiamenti del Corpus Domini nel capoluogo di Regione hanno visto anche il contributo tangibile dell’ente di via Berta, insospettabilmente munifico quando si stratta di finanziare le iniziative culturali di valore (degli altri).

Ma qual è il nesso tra la Provincia d’Isernia, ente sempre più sull’orlo del dissesto, e i famosissimi Misteri? La risposta si trova nella delibera di Giunta provinciale n. 72 del 10 dicembre 2013 (scaricabile più in basso) ‘Presa d’atto della concessione da parte della Regione Molise del finanziamento per l’anno 2013 e destinazione della somma’ – con la quale l’esecutivo guidato dal presidente Luigi Mazzuto ha deliberato di destinare 74.500 euro di fondi regionali ad interventi “volti alla conservazione, protezione e restaurazione dei beni, alla creazione di opere originali e all’organizzazione di festival, mostre, fiere ed eventi culturali individuati nell’ambito del patrimonio culturale, storico e artistico del territorio provinciale“. Azioni che si rifanno a un accordo di programma triennale (2011-2013) per la valorizzazione del patrimonio storico e artistico, sottoscritto dalle Province di Isernia e Campobasso con la Regione Molise nel 2011.

Ma – torniamo a chiederci – perché la Provincia d’Isernia finanzia le manifestazioni che si svolgono in territorio di Campobasso? Forse in virtù della vecchia amicizia tra Mazzuto e il collega presidente Rosario De Matteis o con il sindaco Gino Di Bartolomeo, tutti e tre della stessa parrocchia? Niente affatto: gli interventi meritevoli di finanziamento dovranno riferirsi – come si legge nella delibera n. 72 – alle iniziative storiche della regione proposte da più edizioni e che ormai sono istituzionalmente molto rappresentative per l’intera regione”. Non a caso, la Provincia pentra si era in precedenza impegnata – si legge ancora nella delibera succitata – “verbalmente” a promuovere i Misteri di Campobasso, al punto da vedersi finanziare dalla Regione ulteriori 15mila euro per ‘La Danza dei Misteri’, un concerto-teatro danza cui hanno collaborato una cinquantina di persone. Insomma, Isernia paga per gli eventi di Campobasso. In cambio di cosa, non è dato saperlo.

Ma c’è un altro particolare, non di poco conto: le date. La delibera n. 72 è stata approvata – assenti gli assessori Calenda, Marucci e Andrea Di Lucente – il giorno 10 dicembre 2013. Cinque giorni dopo che la Provincia aveva approvato il bilancio 2013 grazie a una manovra ‘lacrime e sangue’ ricaduta anche sulla pelle dei dipendenti, senza dei quali non ci sarebbero stati nemmeno i soldi per il riscaldamento delle scuole. Ricordiamo, infatti, che il personale della Provincia ha accettato di rinunciare al 20 per cento dell’indennità accessoria (nel caso dei dipendenti), mentre i dirigenti e il segretario generale invece, hanno sottoscritto tagli del 30 per cento. La somma complessiva, pari a 142mila euro, è stata vincolata ai servizi sociali giovanili e della terza età, al volontariato, al Centro prevenzione e accoglienza minori (Cepam), ai taxi della solidarietà e, in particolare, ai servizi scolastici (80mila per il riscaldamento, utenza e spese di funzionamento e 30mila per la manutenzione ordinaria). I tagli – obtorto collo – sono stati accettati anche dai politici: per presidente della Giunta e assessori, meno 20 per cento a novembre e dicembre scorsi, mentre da gennaio 2014 gli assessori non in aspettativa percepiscono 1.500 euro lordi al mese, quelli in aspettativa si decurtano il 20 per cento fino a fine mandato. Per i consiglieri, invece, 30 per cento in meno del gettone per l’ultimo trimestre in corso e la riduzione del numero di commissioni, fissato in numero massimo di quattro al mese.

Appare a dir poco singolare, dunque, che mentre con una mano si tolgono i soldi ai dipendenti, con l’altra si impegnino somme per eventi la cui ricaduta sul territorio si fa assolutamente fatica a comprendere, fermo restando l’indiscutibile fascino della processione del Corpus Domini di Campobasso. Si parlava di 75mila euro, però. Che fine hanno fatto gli altri 60mila? Anche qui la risposta arriva dalla delibera 72, suffragata dalla determina dirigenziale n. 1637 del  31 dicembre 2013 a firma del dirigente del Settore politiche umanistiche e culturali (scaricabile sempre in basso), con la quale viene specificato come impegnare la somma. Quattro le fasce di contributo: 4mila euro, 2mila euro, 1.000 euro e 500 euro, da erogare in base alla rilevanza degli eventi. A farne incetta, Comuni, Pro loco e associazioni varie: anche qui, una di Campobasso, la ‘Molise InCanto’, che ha beneficato di 1.000 euro per l’iniziativa dell’animazione del coro di Pietrelcina. Tutto bello, tutto giusto. Ma – non ci stanchiamo di chiedere – visti i tagli selvaggi di cui è vittima la Provincia, non conveniva stanziare questi fondi in maniera più oculata, sapendo a cosa si sarebbe andati incontro nel 2014?

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