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Forza Italia, the end. Come distruggere in pochi giorni il più glorioso partito del centrodestra in Molise

Il commissariamento di Fi ha prodotto un effetto a catena devastante: annullamento delle primarie, fuga degli esponenti politici più forti sul territorio e frammentazione dell’intera coalizione in vista delle prossime Comunali

 

CAMPOBASSO. Dai blitz molisani di Silvio Berlusconi durante la campagna elettorale per le regionali del 2006 all’autosospensione dal partito del Consigliere Nicola Cavaliere di alcune settimane fa, da quella piazza Prefettura piena di gente ed entusiasmo all’ennesimo e sotto certo aspetti insensato commissariamento locale di un partito che doveva guidare la riscossa del centrodestra in Molise e invece adesso si manifesta, in modo piuttosto inquietante, solo attraverso sporadici e sintetici comunicati stampa, che annunciano con fare quasi funereo decisioni incomprensibili alla base e agli elettori. Già, perché gli elettori ci sono eccome, è il partito ormai ad essersi pericolosamente accartocciato. Proprio ora, che era rinato con tutti i buoni propositi possibili: cambiamento, rinnovamento, partecipazione, radicamento sul territorio. Peccato che, nei fatti, stia accadendo l’esatto opposto: scelte imposte dall’alto, zero dialogo, rivoluzione solo a parole. La decisione dei burocrati romani di accantonare le primarie (lanciate per la prima volta lo scorso luglio proprio dal Consigliere regionale Cavaliere e accolte con particolare interesse dai militanti, dall’opinione pubblica e da gran parte della coalizione di centrodestra) hanno prodotto nel giro di pochi giorni un devastante effetto a catena: ricandidatura del sindaco uscente di Campobasso Gino Di Bartolomeo imposta da Rotondi (che ha di fatto spaccato il centrodestra in tre parti e probabilmente favorito l’esodo di diversi esponenti nel centrosinistra), l’autosospensione dal partito dell’unico Consigliere regionale di Forza Italia e la diffusione a macchia d’olio di un sentimento di scoramento e delusione nella cosiddetta base. Disintegrando a stretto giro di posta tutte quelle belle speranze registrate in occasione dell’affollata convention organizzata da Michele Iorio lo scorso 20 dicembre a Campobasso. Amen. Intanto il commissario ex ministro ed ex Dc, dopo la scelta di ricandidare Big Gino, in regione non si è più visto. C’è chi lo aspetta con ansia per ufficializzare la fine del più glorioso partito del centrodestra in Molise.

Jones

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