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‘Spese pazze’, trema la politica molisana: indagati 32 consiglieri regionali

Guardia di Finanza Campobasso: eseguito un provvedimento di sequestro preventivo per reato di peculato nei confronti di un politico locale.

 

CAMPOBASSO. Oggetto del provvedimento beni mobili ed immobili nella disponibilità dell’indagato. L’attività si inserisce nell’ambito del più ampio contesto investigativo legato alle cc.dd. spese dei “Gruppi Consiliari” della IX Legislatura. I Finanzieri dell’articolazione specialistica G.I.C.O. del Nucleo Polizia Tributaria di Campobasso, hanno dato esecuzione, in data odierna, ad un provvedimento di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. del Tribunale di Campobasso, avente per oggetto beni mobili ed immobili (fino alla concorrenza di circa Euro 270 mila, costituenti il profitto del reato di peculato), nella disponibilità di un noto politico locale che ha ricoperto incarichi istituzionali di vertice nell’ambito della IX Legislatura. L’attività investigativa iniziata, diretta e coordinata dalla Procura della Repubblica del Capoluogo, si inserisce nel noto filone nazionale legato al monitoraggio delle cc.dd. “spese dei Gruppi Consiliari”. Nel corso delle indagini, in particolare, gli investigatori del G.I.C.O. di Campobasso hanno passato al setaccio copiosa documentazione utile a verificare la destinazione o meno, nel rispetto degli scopi istituzionalmente previsti, dei menzionati fondi regionali. Le spese in contestazione a carico dell’indagato, in analogia a quanto accaduto in altre Regioni, spaziano in ambiti più diversi, quali il pagamento di ristoranti, acquisto di cialde per il caffè e coppe per sponsorizzazioni sportive. Oggetto del provvedimento sono tre immobili, vari appezzamenti di terreno (tutti siti nella Provincia), un’ autovettura e due motocicli. Ad oggi, all’esito dei riscontri operativi ed investigativi eseguiti, 35 consiglieri regionali (a fronte di totali 36) sono stati segnalati all’A.G. per le ipotesi di peculato; 3 posizioni risultano archiviate; tutte le altre sono oggetto di approfondimenti investigativi da parte della polizia giudiziaria. A partire dal luglio 2013, il PM titolare delle indagini ha interrogato quasi tutti gli indagati contestando loro i dati rilevati dal GICO di Campobasso e, rispetto a costoro, sono attualmente in fase di disamina le memorie difensive prodotte dagli indagati. L’attività investigativa prosegue in piena sinergia tra la Procura della Repubblica di Campobasso e la polizia giudiziaria.

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