ISERNIA. Un gioco di prestigio. Anzi, un gioco delle tre carte. L’amministrazione comunale di Isernia, dopo la notizia del probabile trasferimento – deliberato dal Senato Accademico dell’Università del Molise – delle facoltà di Scienze Politiche dalla sede di Isernia a quella di Pesche, tenta disperatamente di correre ai ripari. Arrivando finanche a sostenere che la matematica sia un’opinione, pur di scrollarsi di dosso le proprie responsabilità. E ricorrendo a un trucco vecchio come il cucco, quello di fare scaricabarile su chi c’era in precedenza, in particolare l’ex sindaco di Isernia, Gabriele Melogli, e l’ex presidente della Regione, Michele Iorio.
Nel pomeriggio di ieri, infatti, l’amministrazione ha rotto l’assordante silenzio sulla questione Unimol con una nota stampa dell’assessore nonché vicesindaco Maria Teresa D’Achille, cui va riconosciuto il merito di averci messo la faccia, nonostante la delicatezza della vicenda. “L’attuale amministrazione comunale – dichiara la D’Achille – fin dal suo insediamento, ha ritenuto l’università un obiettivo programmatico prioritario; infatti, in questi ultimi dieci mesi il Comune ha ripetutamente incontrato i rappresentanti della Regione Molise e dell’Ateneo per la risoluzione delle problematiche legate alla sede isernina e all’offerta formativa. In tale periodo – aggiunge l’assessore con delega all’Università – grazie ai rapporti intercorsi, sono stati raggiunti i primi obiettivi per la permanenza dell’università in via Mazzini. Alla scadenza del contratto di locazione dell’immobile (ex seminario vescovile) avvenuta lo scorso febbraio, l’Unimol ha prorogato il fitto fino a tutto settembre 2014 e il Consiglio regionale del Molise ha di recente approvato un emendamento al bilancio assegnando al Comune un contributo di 45mila euro per coprire parte delle spese di tale locazione per l’anno 2014. E tale contributo regionale sarà richiesto anche per gli anni a venire”. Fin qui, tutto giusto, ma tutto già ampiamente noto. Poi, la questione dell’atto di indirizzo, sulla quale ‘Isernianews’ ha prontamente riferito due giorni fa (leggi l’articolo).
“Il sindaco e la giunta municipale – prosegue infatti la D’Achille – hanno approvato una delibera avente ad oggetto un ‘Intervento a sostegno dell’università del Molise’, impegnandosi a garantire gli oneri del canone della sede di cui trattasi, per la durata di anni 2 rinnovabili, ossia per anni 4”. Dalla Giunta comunale, insomma, vorrebbero convincerci che l’espressione “due anni rinnovabili” significherebbe “2+2=4”. Eppure, la matematica è una scienza esatta, che non ammette dubbi e obiezioni. Tuttavia, anche ammesso che l’artificio linguistico utilizzato significasse – cosa di cui dubitiamo – ciò che sostiene la nota del Comune, perché non scrivere “4 anni” direttamente?
Ma andiamo avanti. “La spesa relativa a tale atto di Giunta – precisa la D’Achille nella sua nota – verrà regolarmente inserita nel bilancio 2014 e in quelli successivi fino al 2018, vale a dire per i 4 anni previsti in delibera. Tali risorse sono destinate a sostenere l’università per gli oneri del fitto dello stabile della diocesi Isernia-Venafro, proprietaria dell’immobile di via Mazzini, con cui l’amministrazione civica sta peraltro trattando una rinegoziazione più favorevole dei costi d’affitto”. Ma per quali somme si impegna il Municipio? Non è dato saperlo.
“Nel contempo – aggiunge il vicesindaco – la sottoscrizione d’un protocollo d’intesa fra il Comune e l’ateneo dovrà garantire la permanenza dell’istituzione universitaria nel centro storico di Isernia, nonché l’attivazione di corsi di alta formazione, di master e di specializzazioni nell’ambito di un polo di eccellenza nel settore scientifico, socio-politico e umanistico. Tale intesa legittima l’impegno finanziario dell’amministrazione comunale nei confronti dell’Unimol, anche in considerazione della disponibilità espressa dal Senato accademico”. Il quale, va precisato, ha dato un ultimatum a Comune e Regione: entro il termine perentorio del 30 aprile, impegni scritti e con durata fino all’anno accademico 2017-2018, o le facoltà di Scienze Politiche finiranno a Pesche. Alla faccia della disponibilità.
Infine, l’atto di accusa verso i predecessori. “Rispetto ad alcune dichiarazioni lette di recente sulla stampa – conclude la D’Achille – faccio rilevare come esse siano inesatte e strumentali, in quanto le precedenti amministrazioni comunale e regionale hanno consentito lo spostamento della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali da Isernia a Pesche, delocalizzando l’ateneo in area periferica e sottraendo la presenza di centinaia di studenti dal centro cittadino, con perdita conseguente di risorse umane, culturali ed economiche. La nostra intenzione, invece, è quella di rilanciare la dimensione di Isernia quale città universitaria”. Insomma, se a Isernia l’università chiude, sarebbe colpa di Melogli e Iorio. Non una parola, tuttavia, sul fatto che la sede di Pesche sia naturalmente vocata a ospitare facoltà come quelle di Scienze Naturali, data la presenza di ampi spazi e laboratori. E nulla viene detto, in merito, anche sulla scarsa disponibilità della Regione Molise guidata da Paolo Frattura – amministrazione dello stesso colore politico di quella della Giunta Brasiello – a erogare fondi per la sede di Isernia. Infatti, i 45mila euro dedicati in bilancio all’università di Isernia sono stati frutto di un emendamento voluto con forza dall’assessore Massimiliano Scarabeo e dall’ex governatore Michele Iorio, rappresentanti della provincia pentra a Palazzo Moffa. Ma tali somme non bastano affatto.
Sul tema, dopo la richiesta di dimissioni immediate del sindaco da parte del consigliere d’opposizione Raimondo Fabrizio (leggi l’articolo), Brasiello dovrà passare per le forche caudine di un Consiglio monotematico. Stamani, infatti, l’opposizione di centrodestra al Comune di Isernia (primo firmatario l’esponente di Grande Sud Gianni Fantozzi) depositerà la richiesta di convocazione urgente di una seduta dell’assise civica sulla questione università. Nell’ordine del giorno, in particolare, si chiederà conto al primo cittadino di chiarire cosa abbia fatto – insieme alla sua Giunta – dallo scorso autunno, quando il rettore Gianmaria Palmieri gli comunicò che l’Unimol non avrebbe più potuto contribuire a pagare il fitto della sede di via Mazzini, con conseguente rischio di trasferimento delle facoltà in altre sedi. La seduta del Consiglio comunale si terrà subito dopo Pasqua. Uno spettacolo che si preannuncia da non perdere. E che permetterà, magari, di sfatare un nuovo, simpatico adagio che si è diffuso per le vie della città: “Tra il dire e il fare c’è di mezzo la Giunta Brasiello”.
Pasquale Bartolomeo




