HomeSenza categoriaUniversità, le promesse mancate di Brasiello: d'Apollonio striglia il sindaco

Università, le promesse mancate di Brasiello: d’Apollonio striglia il sindaco

ISERNIA. “Nessuna certezza sull’università di Isernia. Nessun accordo certo raggiunto con la Curia. Nessuno sconto sul canone di fitto dei locali, questione che dovrà essere, con ogni probabilità, demandata al nuovo vescovo, di prossima nomina. Dall’amministrazione comunale, al solito, solo annunci, proclami, chiacchiere. Fatti pochi, pochissimi”. Giacomo d’Apollonio, consigliere della lista ‘Isernia in Comune’, interviene con fermezza sulla questione della possibile perdita della sede di Isernia dell’Università degli studi del Molise, mettendo alle corde l’amministrazione Brasiello per le evasive risposte fornite finora sull’argomento.

Senza l’ateneo, “la nostra città perderà profondamente anche in termini di cultura – afferma d’Apollonio – L’amministrazione comunale avrebbe dovuto stabilire un rapporto privilegiato con l’Università presente sul nostro territorio. Oggi, invece, ci troviamo a discutere di uno scenario che – per la città intera in generale e per il centro storico in particolare – rappresenta un depauperamento di portata inimmaginabile. Il rettore dell’Università del Molise, professor Gianmaria Palmieri, già mesi fa aveva parlato chiaro: l’Unimol non avrebbe più potuto farsi carico del fitto della struttura di via Mazzini, di proprietà della Curia vescovile. Ma l’amministrazione ha affrontato l’argomento con superficialità. Domani scadono i termini entro i quali bisognerà dare al rettore risposte certe sul pagamento del fitto della sede di via Mazzini, almeno fino all’anno accademico 2017-2018, altrimenti le facoltà di Scienze Politiche verranno trasferite a Pesche. E’ ora di finirla, insomma, con i balletti e i giochini. Cosa vuol fare l’amministrazione comunale in materia di università? Cosa ha fatto in questi giorni, dopo essere stata messa a conoscenza delle intenzioni del Senato Accademico di far ‘traslocare’ le facoltà a Pesche? Ricordo a tutti che la sede di Isernia ha già perso la facoltà di Lettere e Beni Culturali, visto il basso numero degli iscritti: da gennaio, tale corso di laurea si svolgerà non più nella nostra città ma a Campobasso, irrevocabilmente. Isernia, dunque, non può permettersi altre perdite. E l’amministrazione comunale, ora più che mai, deve assumersi le proprie responsabilità. La campagna elettorale è finita da un pezzo. Eppure, i toni del sindaco e della sua amministrazione non sono cambiati. Ancora riecheggiano le parole del primo cittadino, a giugno dell’anno scorso, durante la presentazione delle linee programmatiche, relative alle elezioni e ai progetti da realizzare nel corso del mandato. ‘Guai, guai, guai – diceva il sindaco quel giorno – se l’università o la regione dovessero togliere solo mezzo corso di laurea dalla città d’isernia, questo non lo faremo fare mai’. Parole del sindaco, riportate nella delibera di Consiglio del 26 giugno 2013. Parole, appunto. Ma andiamo avanti”.

Nei mesi scorsi, l’assessore Luciano Sposato aveva sollevato “una questione assolutamente condivisibile – prosegue il consigliere comunale – la cosiddetta vertenza Isernia. Sposato si riferiva, in particolare, alla questione della rappresentanza politica. E chiedeva a Frattura, presidente eletto nella coalizione di centrosinistra, la stessa di questa amministrazione, di impegnarsi nei confronti di questa città. Il sindaco, al solito, rispose che si sarebbe attivato personalmente in tal senso. Che avrebbe partecipato in prima persona a riunioni della Giunta regionale per sollevare il problema nelle sedi competenti. Bene, lo ha fatto? Se sì, cosa è stato ottenuto, quali sono gli impegni del presidente della Regione verso Isernia? Esiste una volontà di comprendere anche questa città nell’agenda politica regionale o l’ipotesi – come apparso evidente fino ad oggi – non è assolutamente contemplata? Quali sono i provvedimenti che l’amministrazione regionale ha posto in essere, in oltre un anno di mandato, in favore della città di Isernia? Se si cerca sul sito della Regione Molise, tra le delibere di Giunta non c’è nemmeno un documento con la parola ‘Isernia’. Mi chiedo allora: esistono progetti che il Comune ha chiesto alla Regione di finanziare e portare avanti? E qual è, nello specifico, la posizione della Regione sul mantenimento della sede universitaria nel centro storico di Isernia? Perché i fondi messi a disposizione dalla Regione sono solo 45mila euro? Il sindaco, politicamente vicinissimo al governatore, condivide? Se non condivide, cosa intende fare, ammesso che possa permettersi di alzare la voce? La sua vicinanza a Frattura quali benefici ha portato, finora, a questa città? Isernia, si sappia, non è soltanto una ‘riserva di caccia elettorale’ dove venire a prendere voti per poi trasferire tutto l’esistente a Campobasso. Questo non lo permetteremo. Il sindaco, anzi, colga l’occasione per coinvolgere il Consiglio comunale, una volta per tutte. Avevamo chiesto, come minoranza, un Consiglio ad hoc prima del 30 aprile per discutere di una questione così importante. Ma sulla sua convocazione nulla è dato sapere. Eppure, di promesse e belle parole ne abbiamo sentite tante. Come quella dell’atto di indirizzo nel quale la Giunta comunale dice che, a partire dal gennaio 2015, si farà carico delle spese di fitto per due anni, con opzione di rinnovo. Premesso che non basta, dato che il rettore ha chiesto un impegno per quattro anni, sa o meno quest’amministrazione che il Comune di Isernia, direttamente, non può fare nulla? Sa di non poter pagare il fitto per conto di un altro ente, quale appunto l’Università, senza essere esposta al richiamo alle proprie responsabilità da parte della Corte dei conti? Quanto c’è di concreto sulle ipotesi di stampa che vedrebbero la Curia rinunciare a una parte consistente del canone di locazione? A noi, per adesso, non risulta assolutamente nulla”.

La verità, secondo d’Apollonio, è che quest’amministrazione si è fatta trovare del tutto impreparata, sulla questione dell’università. Tentando di scaricare le proprie responsabilità, con atteggiamento stucchevole e immaturo, sui propri predecessori. Avrebbe invece dovuto attivarsi per investire strategicamente nella formazione del capitale umano e operare per rafforzare l’università di Isernia, dove la formazione universitaria dovrebbe poter offrire concretamente sbocchi occupazionali, legando strettamente queste opportunità alle realtà presenti sul territorio (ad esempio il museo del Paleolitico). Ora, invece, il centro storico rischia di perdere un’ulteriore attrattiva, con ricadute devastanti sul territorio Una privazione del genere non possiamo permettercela. Si alzi la voce con chi di dovere a livello politico, si tirino fuori i soldi tagliando i veri sprechi, si faccia tutto quanto in proprio potere per salvare l’università. Altrimenti – conclude l’esponente di opposizione – si prenda atto della propria inadeguatezza amministrativa e politica e si restituisca la parola ai cittadini”.

Iscriviti al nostro gruppo Facebook ufficiale https://bit.ly/isNews_agora

isNews è anche su Telegram: clicca qui per iscriverti https://t.me/isnews_it

Per ricevere le nostre notizie su Whatsapp, clicca qui https://bit.ly/isnews_wa_iscrivimi e salva il contatto!

Più letti

Istituto diocesano di musica sacra, aperte le iscrizioni per il nuovo...

Le lezioni si terranno presso l’ex seminario vescovile di Termoli  TERMOLI. Sono aperte le iscrizioni per l’anno accademico 2022/2023 dell’Istituto diocesano di musica sacra: lo...