HomeNotizieCRONACARicatti a sacerdoti gay, a processo il prete scomunicato

Ricatti a sacerdoti gay, a processo il prete scomunicato

ISERNIA. Dovrà sostenere il processo dinanzi al tribunale di Isernia Diego Caggiano, imputato per estorsione aggravata e continuata ai danni di numerosi parroci omosessuali. Lo ha deciso stamani il giudice per l’udienza preliminare Antonio Ruscito, rinviandolo a giudizio per il prossimo 11 novembre.
La vicenda – una torbida storia di toghe, sesso e ricatti che balzò agli altari della cronaca a luglio del 2011, suscitando un forte clamore mediatico con il diretto interessamento anche del noto giornalista di ‘Panorama’ Carmelo Abbate, autore del best seller ‘Sex and the Vatican’ – ruotava intorno a due giovani amici, Caggiano, prete ortodosso di origini salernitane, 35 anni all’epoca dei fatti, e Giuseppe Trementino, 30 anni, di Bagnoli del Trigno, che avrebbero preteso soldi in cambio del silenzio sugli atteggiamenti sconvenienti di alcuni parroci, adescati principalmente su Facebook.
Trementino e Caggiano avrebbero contattato le loro ‘vittime’ sul social network, inducendole a rapporti sessuali virtuali e ricattandole con filmini e messaggini. Il materiale dello scandalo fu ritrovato a casa loro nel corso delle indagini. Foto e video che avrebbe messo in luce una vera e propria ‘rete’ dove i religiosi si incontravano, scambiandosi informazioni sugli amanti occasionali incontrati sul web. I due avevano addirittura creato un gruppo Facebook sul quale far leva per indurre le vittime a pagare, un sedicente ‘Osservatorio di abusi da parte di sacerdoti’ chiamato ‘Grido di verità’, con il quale Caggiano millantava di poter far scoppiare uno scandalo in Vaticano. La tecnica di adescamento era delle più sottili. Come riferito da uno dei prelati che hanno dato il ‘la’ alle indagini, esercitante il ministero in Campania e conoscente di vecchia data di Caggiano, quest’ultimo approccia una conversazione su Facebook tramite un messaggio privato in cui gli parla del suo osservatorio: un gruppo che raccoglierebbe denunce, testimonianze e richieste di aiuto da parte di laici e sacerdoti che si trovano in posizione equivoca nei confronti dell’opinione pubblica e della Chiesa. Don Diego Maria Caggiano dice di aver ricevuto una segnalazione che riguarda proprio il suo interlocutore. Fa cenno a una denuncia. Per poi spingersi a svelare l’esistenza di conversazioni e video che coinvolgerebbero direttamente il parroco campano. Caggiano gli dice che ha l’obbligo di segnalare le tonache peccatrici alle competenti autorità ecclesiastiche. A questo punto – e qui stanno gli estremi del presunto ricatto – dato che l’aguzzino conosce la sua vittima, si offre di aiutarlo, presentandogli la scappatoia del silenzio a pagamento.
Le strade processuali di Caggiano e Trementino si divisero ben presto. Il legale del bagnolese, il noto avvocato isernino Franco Mastronardi, chiese e ottenne il patteggiamento per il suo assistito. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Isernia, Maria Luisa Messa, accolse l’istanza infliggendogli tre anni di reclusione, con l’accusa di estorsione aggravata e continuata, in concorso. Caggiano invece, grazie a un difetto di notifica, è stato rinviato a giudizio solo oggi. Ad assisterlo, saranno gli avvocati di Nocera Inferiore (Salerno) Carlo De Martino e Monica Abagnara. L’uomo, che aveva fondato una nuova chiesa a Pagani, in provincia di Salerno, è stato scomunicato in quanto non titolato a presiedere alcun rito religioso.

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