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Filignano, Coia attacca Pacitti sui debiti: nessun azzeramento

FILIGNANO. Si infiamma la campagna elettorale nel Comune di Filignano. Dopo le dichiarazioni del sindaco Romeo Pacitti sull’uscita del Comune dalle ” sacche dell’incertezza sul proprio futuro” ad opera dell’ultimo provvedimento del governo Renzi, il candidato sindaco avversario, Lorenzo Coia, fa alcune precisazioni. “Il provvedimento in questione – spiega l’ex sindaco – è un decreto legge, il n.66 del 24 aprile scorso, in via di conversione dopo alcuni accidenti parlamentari, che reca provvedimenti per la finanza pubblica e che, all’articolo 33, attribuisce un’anticipazione agli enti locali dissestati fino a 300 milioni di euro per il 2014, in base ad una quota pro capite legata alla popolazione. Detta anticipazione sarà restituita in rate massimo ventennal, con tassi di interesse indicizzati sul rendimento di mercato dei buoni poliennali del Tesoro a 5 anni. Fin qui la buona notizia, lo Stato autorizza, sulla scorta delle norme contenute negli artt. 255 e seguenti del Tuel, il Testo unico degli enti locali, n. 267/2000, la possibilità di accendere un mutuo ventennale per la copertura del debito. Il sindaco però, cautamente usa il condizionale, riferisce Coia: “Filignano può uscire dalle sacche dell’incertezza sul proprio futuro “, “l’Ente potrebbe così definitivamente considerarsi fuori dalla procedura del dissesto finanziario”, “si prospetta la possibilità di ricevere dallo Stato un’anticipazione di cassa, senza dismettere il patrimonio che rimarrebbe nella disponibilità dello stesso”. Ma perché tutta questa cautela, mascherata da deciso ottimismo? Coia ha pronta la risposta: “Il sindaco Pacitti sa che la massa a disposizione per l’accensione dei mutui è di soli 300 milioni di euro, a fronte di una massa passiva censita su 30 dei 37 Comuni interessati ( tra cui Rionero Sannitico e Trivento per il Molise ) pari a 665.237.422,18 euro, con una popolazione complessiva di 128.429 abitanti. Si pensi che solo il Comune di Alessandria (95.000 abitanti ), compreso in questo elenco , ha una massa passiva di 216,6 milioni di euro a cui si aggiungono altri 153 milioni per Terracina e Velletri. La coperta è corta e il povero Comune di Filignano conta solo lo 0.13 % in termini di popolazione percentuale e lo 0.09 % in termini di massa debitoria”. Comunque, ancora Coia, “dopo 4 anni si può dire in via di risoluzione la partita del dissesto, grazie alle tasse aumentate, alla dismissione del personale, al contenimento delle spese correnti e alla rinegoziazione dei mutui. Ma quanto è questo debito del Comune di Filignano ? Secondo le dichiarazioni del sindaco Pacitti, reiterate sia in Consiglio che a mezzo stampa, per “capacità amministrative degli amministratori degli ultimi 20 anni  si sarebbe accumulata una ‘vera fortuna’ di debiti, a suo dire circa 3.300.000 euro. Ma il commissario, dottor Sessa, con delibera n. 293 del 3 maggio scorso propone al Comune, per modalità semplificata, la liquidazione dei debiti attraverso l’accensione di un mutuo di ‘soli 637.665,72 euro. Precedentemente il Comune, in sede di revisione dei residui nel bilancio 2013, con delibera di Giunta n. 119 del 7/12/2013, riscriveva a bilancio 796.608,23 € di somme non riconosciute dal commissario e a carico del Comune, da pagare per 175.604,24 con avanzi di amministrazione e per la rimanente quota di 621.004,00 euro con la vendita dell’albergo Le Ginestre, già avviata dal commissario. A ben guardare , alla fine della fiera il debito ancora non coperto, da finanziare col mutuo ventennale si riduce a circa 1.258.669,72 euro. Scompaiono nel giro di quattro mesi, e a ridosso della campagna elettorale circa 2,1 milioni di euro di debiti. Neppure il mago della finanza creativa, il ministro Tremonti avrebbe potuto fare di più. Insomma il Comune di Filignano, se avrà le risorse (scaglionate nel triennio) potrà contrarre un altro ‘debito’ di 637.665,72 euro, da restituire con mutuo ventennale per sanare la parte della gestione commissariale, mentre per la restante parte di 621mila euro, attualmente coperta dalla dismissione del patrimonio immobiliare, si vedrà nel prosieguo”.

Quanto al Comune fuori “fuori dal dissesto per una presunta approvazione del piano di estinzione dei debiti il candidato sindaco Pacitti mente sapendo di mentir – accusa Coia – ma lo fa ad arte sotto campagna elettorale. Il piano di estinzione dei debiti, procedura obbligatoria prevista dal Tuel 267/2000, era già stato approvato dal Ministero in data 23/7/2013 con atto 259 e riproposto dal commissario liquidatore in data 3/5/2014 con delibera n. 293. Quello che Pacitti omette di comunicare è che il commissario, ai sensi dell’articolo 258 del Tuel, chiede al Comune di finanziare ben 637.665,72 euro per estinguere il suddetto debito di parte Commissariale, con mutuo ventennale acceso presso la Cassa Depositi e Prestiti nei limiti delle disponibilità ministeriali. Altra omissione il debito non riconosciuto dal commissario di 796.608,23 euro, in capo all’amministrazione, da coprire, in proprio, con avanzi di amministrazione o con eventuali mutui o dismissione di beni immobili. Niente giochi di prestigio e niente debiti azzerati – conclude il candidato sindaco della lista ‘Per Filignano – solo una banale autorizzazione ad estinguere il debito accertato con una parziale anticipazione, a restituire, di un mutuo ventennale ovvero di un altro debito per il Comune di Filignano medesimo”.

 

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