ISERNIA. Al via verosimilmente ad inizio settimana prossima gli interrogatori di garanzia nei confronti delle 18 persone arrestate all’alba di ieri nel capoluogo pentro nell’ambito dell’operazione ‘Black Drug’, eseguita dalla Squadra Mobile di Isernia, su coordinamento della locale procura. Un’inchiesta volta a sgominare un fiorente mercato dello spaccio di stupefacenti tra Isernia e Bojano, con collegamenti a Roma, Napoli e Campobasso. Ma la vicenda, nelle ultime ore, ha subito un ulteriore sviluppo, non connesso all’attività di indagine.

Alfonso Armenia, un ambulante di 50enne finito nella rete della polizia nell’ambito del blitz antidroga e colpito da una misura cautelare ai domiciliari, è morto intorno alle 6 del mattino nel reparto di Terapia intensiva dell’ospedale Veneziale, dove era ricoverato da circa una settimana. Dalle ricostruzioni effettuate sul caso, l’uomo viveva nel medesimo stabile dove gli agenti della questura, nella notte di sabato 17 maggio, avevano effettuato le prime perquisizioni e i primi arresti. Probabilmente temendo di essere stato individuato dalle forze dell’ordine, decise di gettarsi dal balcone. Ma in realtà, in quell’occasione, Armenia non sarebbe stato oggetto di alcun controllo. La sua posizione è, infatti, rientrata al vaglio degli investigatori solo in un momento successivo. Pertanto, la notifica della misura cautelare a suo carico è avvenuta in ospedale. Le sue condizioni, nonostante la serietà delle ferite riportate, non sembravano destare preoccupazione. E invece stamani l’uomo è deceduto. Sul corpo è stata disposta l’autopsia.