ISERNIA. Domenica 25 maggio 2014. Mi alzo prima del solito, entusiasta e consapevole di poter esercitare la più importante risorsa a disposizione di un cittadino “ordinario”, avvilito dal perdurare della crisi economica e intollerante verso i partiti tradizionali. Naturalmente parlo del mio voto. Sono molto ottimista al riguardo e ripeto dentro di me che il tempo è galantuomo, che questo ciclo negativo è ormai arrivato alla fine, che il cambiamento vero non è più un miraggio, anzi è a portata di mano. Un cambiamento fatto di volti nuovi, persone competenti, proposte intelligenti, integrità morale. Tutte virtù diventate merce rara nell’Italia odierna. Anche l’attuale governo, in fin dei conti, sembra essere la prosecuzione di quelli che l’hanno preceduto: una specie di “fabbrica delle promesse”. Cambia la cover, ma il device è sempre lo stesso. In ogni modo, a metà mattina mi reco nel mio seggio a votare e faccio il mio dovere da onesto cittadino. Passano le ore e l’ansia sale sempre di più in attesa dei risultati. Sono convinto che il mio Paese sia maturo e che non sia più disposto a farsi incantare da una classe politica fuori dalla storia. Arrivano finalmente le 23, i primi exit-poll non scalfiscono più di tanto il mio entusiasmo; conosciamo tutti la storia delle ultime Politiche (dove tutti avevano sbagliato tutto in termini di analisi del voto) e quindi – nonostante le proiezioni negative – continuo ad essere ottimista, a sperare nella vittoria dei cittadini onesti nei confronti di quella classe politica che negli ultimi 30 anni ha solamente pensato a riempire la propria pancia a discapito della nostra, ad arricchire i propri conti bancari a discapito dei nostri, a distruggere il nostro futuro e a garantire solo quello loro. Passano le ore e quei primi exit-poll iniziano a rafforzarsi sotto forma di dati consolidati. Le prime migliaia di sezioni scrutinate restituiscono dati che, per quanto parziali, nessuno avrebbe mai immaginato; quanto meno tra noi giovani ‘diseredati e disillusi’. Risultato finale: l’attuale governo è stato legittimato a governare da una percentuale di consensi a dir poco inverosimile. Possibile che dopo tutti gli annunci e le promesse sbandierate e puntualmente disattese (Riforme istituzionali, Riforma del lavoro, Riforma della PA, Riforma elettorale, Sblocco totale dei debiti della PA, 80 euro netti in busta paga, Taglio dell’Irap, 1,5 miliardi per la tutela del territorio, 3,5 miliardi per la sicurezza nelle scuole, Energia meno costosa per le imprese, Piano casa, Riforma delle Province…) i cittadini italiani siano ancora così ingenui? Possibile che dopo aver messo da parte Berlusconi, gli italiani abbiano ancora bisogno di un suo sosia? Possibile che dopo tutti gli scandali in cui è stato direttamente o indirettamente coinvolto il partito di Forza Italia, abbia ancora il 16% dei consensi? Possibile che il nostro europarlamentare molisano, che si è distinto nella graduatoria degli europarlamentari più assenteisti alle votazioni per appello nominale nel periodo 2009-2013 (fonte http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/21/parlamento-europeo-la-classifica-dei-piu-assenti/632546/), sia stato rieletto con circa 110.000 preferenze? Forse perché si è interessato di politiche spaziali? Possibile che la nostra dignità valga – per il governo Renzi – appena 80 euro? Sono scioccato e turbato al tempo stesso. Mi sembra di essere un alieno che abita in una nazione che vive in una interminabile fase di letargo intellettuale e morale. Che giornata di merda! Pur tuttavia, siccome la speranza è l’ultima a morire, continuo ad immaginare che sia possibile uscire tutti insieme dal ‘coma farmacologico indotto’. Lascio a voi le risposte, in attesa di un comune risveglio.

Pierluigi Petrecca