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La Protezione civile del Molise è completamente nel caos: un centinaio di precari sono stati sospesi, molte delle attrezzature a disposizione per garantire la protezione sono fuori uso e la sala operativa è stata dismessa. Inevitabili le conseguenze che ricadono completamente sui cittadini: la ricostruzione post-terremoto ha subito uno stop prevedibile date le circostanze. Da ciò la protesta dei numerosi sfollati che, dopo dodici mesi dal sisma che li ha colpiti, sono ancora costretti a vivere nei villaggi provvisori e poco funzionali.
Ma a protestare sono anche i cento precari dell’Agenzia regionale che da cinque mesi non ricevono lo stipendio e sono senza lavoro né garanzie per il futuro.
Un sistema di protezione che, dunque, non garantisce alcuna efficienza, né tantomeno tempestività degli interventi qualora si presentino situazioni di emergenza. Molti i timori in vista dell’arrivo del Papa in Molise che avrà a seguito migliaia di fedeli che si riverseranno sulle strade molisane e a cui va garantita la massima sicurezza. È la stessa Protezione civile, infatti, ad ammettere di non essere in grado di offrire nessun supporto logistico a causa dell’inefficienza delle attrezzature a disposizione. Una situazione davvero critica per tutti i cittadini molisani che non possono godere, dunque, di nessuna garanzia di sicurezza.

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