AGNONE. Gaetano Orlando, l’agricoltore agnonese di 80 anni accusato di aver accoltellato un suo familiare durante i funerali del figlio Adriano, sarebbe stato vittima di un raptus. È quanto sostiene l’avvocato difensore dell’anziano Francesco Del Basso, che annuncia pertanto la richiesta di una perizia psichiatrica volta a valutare le effettive responsabilità penali dell’uomo. Il pensionato,  dopo la morte del figlio era apparso molto provato, rifiutandosi di mangiare e non riuscendo a dormire per due giorni. Circostanze, queste, che ne avrebbero favorito la perdita di lucidità all’interno della chiesa di Sant’Amico, facendo sì che un gesto del cugino di primo grado venisse mal interpratato proprio durante le esequie del figlio Adriano, agricoltore di 43 anni ritrovato con il corpo schiacciato da una ropressa priva di carburante.
Nei confronti dell’anziano, il giudice per le indagini preliminari Antonio Ruscito ha convalidato l’arresto confermando la misura dei domiciliari. Durante l’interrogatorio di garanzia il pensionato si è detto convinto che il figlio non sia stato vittima di un incidente, bensì di un presunto omicidio, tuttavia ad opera di un uomo diverso dal 66enne accoltellato. Del Basso, nell’annunciare la richiesta di incidente probatorio, esclude però ogni ipotesi di premeditazione, spiegando che l’uomo aveva con sé il coltello durante i funerali perché di ritorno dalla stalla dove aveva svolto alcuni lavori di taglio. Nel corso dell’interrogatorio, Gaetano Orlando ha anche invocato la riapertura del caso.