CAMPOBASSO. “La carica dei 300 consulenti”. È il titolo di un’inchiesta curata da Caterina Maniaci, Enrico Paoli e Paolo Emilio Russo per ‘Libero’, avente ad oggetto le spese del governo Renzi per consulenti ed esperti esterni chiamati per attività di supporto all’esecutivo. Nel resoconto firmato dal giornale diretto da Maurizio Belpietro si evidenzia come, alle intenzioni, non siano stati seguiti per ora i fatti. Uno degli obiettivi primari di Matteo Renzi nell’ambito della riduzione della spesa pubblica, sin dal suo insediamento, era infatti un consistente taglio alle consulenze.
Spulciando nella sezione trasparenza dei siti ministeriali, si evince che, anche dopo l’insediamento del rottamatore, si trovano tra i consulenti molti professionisti, vecchie conoscenze di palazzo e ‘riciclati’. Tra i quali risalta all’occhio il nome di un ex deputato come Sabrina De Camillis, Pdl prima e Nuovo Centrodestra oggi, già sottosegretario alla Presidenza del Consiglio durante il governo Letta. Per la precisione risulterebbe che la tecnologa alimentare di Larino ricoprirebbe sia l’incarico di consigliere del ministro dell’Interno Angelino Alfano per le politiche di coesione e affari territoriali, che del ministro della Salute Beatrice Lorenzin in qualità di esperto per le iniziative connesse alla riforma del Titolo V e per le attività di prevenzione, con particolare riferimento alla sicurezza alimentare e alle patologie croniche strettamente connesse con l’alimentazione.
Dopo una fulminante carriera politica vissuta nel centrodestra, la De Camillis ‘collabora’ attivamente con il governo Renzi dagli uffici di staff dei ministrie colleghi di partito Alfano e Lorenzin, per cui percepisce 70mila euro per l’incarico al Viminale e 30mila lordi l’anno, invece, per la collaborazione con la Lorenzin.
Un bel risarcimento dopo la duplice beffa, la prima subita alle elezioni politiche del 2013, che la vide, per una notte, eletta per il secondo mandato a Montecitorio e, soltanto alle prime luci ritrovarsi senza seggio, svanito per colpa dei diabolici meccanismi di compensazione del Porcellum. La seconda patita quando fu sacrificata, per mantenere equilibri interni, e con l’impegno ad un risarcimento equo, dall’incarico di sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento una volta salito a Palazzo Chigi Matteo di Renzi. Dopo l’uscita di scena dalla vita politica in punta di piedi, eccola riapparire circa un mese fa attraverso il suo intervento all’Onu. A New York la De Camillis era stata inviata dal ministro Lorenzin come capo delegazione del governo ad un convegno internazionale. E oggi, grazie a ‘Libero’, sappiamo che la sua carriera politica continua a gonfie vele.

FC