CAMPOBASSO. Due province, due realtà distanti anni luce. Almeno per il momento, almeno per quanto concerne la galassia Forza Italia. Perché se ad Isernia gli azzurri sembrano aver finalmente trovato la quadra in vista delle imminenti elezioni provinciali (con la convergenza dei big Iorio e Patriciello sul nome di Alfredo Ricci), nel Capoluogo e dintorni si respira ancora aria di guerra fredda. Troppo forte forse il rumore dell’ultimo tonfo elettorale, con Fi che alle recenti Comunali si è isolata rispetto al resto del centrodestra locale, andando incontro a una prevedibile batosta. A peggiorare la situazione, negli ultimi tempi, la nomina (gradita a pochi) di Pierluigi Lepore a coordinatore provinciale e l’esclusione del giovane Manuele Martelli dallo stesso coordinamento, scelte assai discutibili che hanno contribuito a logorare equilibri già precari di un partito da troppo tempo allo sbando. Dal punto di vista prettamente politico, poi, pesa l’inconsistenza di Forza Italia a Palazzo San Giorgio. Il Polo civico, spesso muovendosi al fianco dei Cinque Stelle, ha saputo conquistare la scena dimostrando al centrosinistra e ai cittadini di essere un’opposizione organizzata e tosta. Puntuale nel contestare gli atti della maggioranza (Mensa caritas e Parco dei pini su tutti) e nel mantenere comunque un approccio intelligente e costruttivo ai problemi. Dagli azzurri (rappresentati al Comune dall’ex sindaco Di Bartolomeo e dall’ex assessore Pascale) non è giunta nessuna nota o intervento ufficiale, anche se le occasioni non sono affatto mancate. Forza Italia, considerata pure l’autosospensione del consigliere regionale Nicola Cavaliere (in polemica da tempo con i vertici romani per le mancate primarie e la pessima gestione delle ultime amministrative), è quindi sparita dalla cartina geografica della politica campobassana. Difficile ora prevedere il futuro, importante sarà la scelta del nuovo coordinatore regionale, che potrebbe aiutare a far rinascere il movimento pure all’ombra del Monforte. Anche se qui la situazione appare più complicata rispetto a Isernia, servono scelte coraggiose, “democratiche”, innovative e rispettose del territorio. L’esatto opposto di quello che il partito ha fatto sinora.

Jones