ISERNIA. Stefano Testa continua la sua battaglia sulla gestione della cosa pubblica, in particolare in tema di concessione della sala concerti dell’auditorium per spettacoli musicali. Stamani la conferenza stampa del consigliere di centrodestra al Comune di Isernia, che ha replicato all’assessore alla Cultura Cosmo Galasso in merito alla vicenda del concerto di Renzo Arbore, in programma il 28 dicembre prossimo. Una data per la quale il Comune ha concesso gratuitamente la sala, suscitando la reazione di Testa. “A chi dice parole al vento io dico soldi al vento – ha esordito il giovane consigliere – perché se l’auditorium viene concesso gratis agli impresari che organizzano i concerti significa che il Comune di Isernia non solo da questi concerti non ci guadagna nulla, ma ci rimette pure le spese di luce, riscaldamento, pulizia e quant’altro”. Testa ricorda alcuni dati: “Isernia è agli ultimi posti in tutte le graduatorie che sistematicamente vengono fatte dal Sole 24 Ore, dal Censis, dallo Svimez sulla qualità della vita, sui servizi al cittadino, sulle prospettive. Lo Svimez, inoltre, sancisce che c’è una classe politica incapace di gestire l’emergenza attuale. “E’ sotto gli occhi di tutti – continua Testa – il degrado dell’immagine cittadina che si manifesta in arredo urbano in disfacimento, frane in atto, strade rappezzate in malo modo, mancanza di centri sportivi polivalenti e l’inerzia dell’amministrazione è talmente grave che se ne sono occupate tutte le emittenti e la stampa locale. Addirittura dei meritevoli cittadini hanno costituito su Facebook un comitato cittadino apolitico, al quale il sottoscritto ha prontamente aderito, per sollecitare l’amministrazione rispetto agli interventi dovuti. Lo spopolamento è tale che Isernia è a rischio desertificazione. E non si pensa a creare prospettive per i giovani. A creare in qualche modo possibilità di lavoro. Fermo restando che non ho nulla contro Renzo Arbore e la sua Orchestra – ritengo anzi siano dei buoni artisti e mi fa piacere che si esibiscano ad Isernia – pongo alcuni quesiti all’assessore competente ai quali mi piacerebbe avere risposta. Cosa ci guadagna la città di Isernia nel lungo termine? Come forma di pubblicità mi sembra scialba e non strutturata in un progetto culturale a lungo termine, scollegata totalmente dalle potenzialità storiche e culturali del territorio. Per non parlare – ancora Testa – del mancato coinvolgimento di tutte le personalità locali impegnate nel mondo della cultura quali poeti, pittori, lirici, attori, direttori d’orchestra, storici, letterati che già si sono distinti in campo nazionale e internazionale e che farebbero da ponte tra Isernia e il resto del mondo. O ci aspettiamo forse che, una volta fatto il concerto, Renzo Arbore vada in giro per il mondo a parlare di Isernia? Non potremmo tutti assieme fare uno sforzo per capire cosa manca per realizzare una politica culturale che porti respiro e aperture verso l’esterno? Cosa dobbiamo fare per collocare la vita della nostra città in un contesto più vasto che permetta anche ai nostri giovani e a Isernia di far parte di un mondo più grande del nostro spazio limitato? Un progetto culturale serio dovrebbe servire ad ‘aprire le teste’, soprattutto quelle dei giovani, per trasformarli da semplici spettatori (che è quello che prevede una politica culturale fatta di spettacoli) in protagonisti, e quindi creare opportunità di lavoro. Cosa può significare mai un’azione estemporanea, per quanto qualificata dal valore di un bravo artista? La politica culturale di cui ha bisogno un territorio come quello di Isernia deve puntare ad immetterlo in una rete nazionale e internazionale sulla base delle qualità stesse del territorio, che perciò vanno valorizzate. Non metto in dubbio l’impegno dell’assessore nell’intera vicenda, ovvero nel trovare imprenditori privati disposti ad organizzare concerti intascando l’incasso per intero e senza sostenere costi, ma discuto il metodo gestionale della struttura auditorium che riflette all’evidenza lo stesso criterio di scelta delle attività. Si tratta di un metodo personalistico. E non si può dire che le proposte concrete non siano mai pervenute. Io stesso ho depositato una mozione in Consiglio comunale, che è stata discussa con apposito ordine del giorno il 28 aprile e che ha portato alla votazione pressoché unanime in consiglio di un documento bipartisan, che impegnava l’amministrazione a regolamentarne la gestione in maniera professionale nel termine di 4 mesi. Ma neanche di fronte alla richiesta dell’intero Consiglio comunale l’amministrazione si è mossa. Di che vogliamo parlare, se siamo arrivati al punto che addirittura il marito di un Consigliere comunale di maggioranza, che gode di tutta la mia stima dal punto di vista umano e personale, si è sentito in dovere di rendersi promotore di un comitato cittadino per sollecitare l’amministrazione, sostenuta dalla moglie, rispetto al degrado urbano? Ciò non vuol dire appunto che l’amministrazione è cieca rispetto ai problemi della città e sorda rispetto alle istanze portate dai consiglieri comunali senza distinzioni tra maggioranza e minoranza? Ebbene, rispetto a questi fatti che comprovano la bontà delle proposte concrete effettuate da me, dalla minoranza e dal consiglio intero, rispedisco al mittente le accuse ricevute ribadendo la debolezza e la pochezza di questo progetto culturale che prevede la realizzazione di spettacoli al prezzo della concessione gratuita della struttura auditorium ai personaggi noti. E che come unico effetto per la città di Isernia – conclude Testa – ha quello di buttare al vento i soldi dei contribuenti e dare visibilità a un’amministrazione inerte in tutti i settori”.