ISERNIA. “Un sogno che diventa realtà”. Così Luciano Sposato, assessore al Comune di Isernia ai Lavori Pubblici, ha definito la firma del contratto preliminare relativo all’acquisizione dell’area della stazione di Isernia a fonte di una spesa di 1.7 milioni di euro. Ai quali, tuttavia, occorrerà aggiungerne circa altri 2 per la progettazione, la realizzazione vera e propria e la gestione del parco urbano, per i quali si farà ricorso ai fondi Pisu (Piani integrati di sviluppo urbano). Stamani la sottoscrizione degli atti nella sala Raucci del Comune d Isernia, alla presenza dell’ingegner Carlo De Vito, amministratore delegato di Sistemi Urbani, società del gruppo Fs proprietaria dell’area 1(5.600 metri quadri, oltre all’officina della cultura e a una fascia di terreno lungo corso Garibaldi). Negli anni scorsi, quando del progetto si interessò l’ex sindaco Gabriele Melogli, le Fs chiedevano 3 milioni di euro, ma ora hanno dovuto ridimensionare le pretese. Soddisfatto il sindaco Luigi Brasiello, che ha spiegato come, su istanza di Palazzo San Francesco, la Regione Molise abbia a sua volta chiesto alla Comunità europea una proroga rispetto alla scadenza del finanziamento, prevista in origine per il 31 dicembre 2015. Il rinvio di un anno è stato alfine accordato, consentendo così la realizzazione dell’opera: un parco urbano a tema ferroviario al centro di Isernia. “Oggi è una data storica – dichiara il vicesindaco Maria Teresa D’Achille – per la riqualificazione dell’intera città. Realizzeremo un parco verde fruibile da tutti e sistemeremo la viabilità circostante, prevedendo anche una rotatoria al posto dell’attuale passaggio a livello. Sarà un’opera che fungerà da aggregatore sociale per studenti e adulti, dalla quale si getteranno le basi per fare di Isernia una moderna smart city”. I lavori di bonifica, interamente a carico di Sistemi Urbani, inizieranno a partire dalla metà di gennaio prossimo e, come spiegato da De Vito, termineranno in circa tre mesi, salvo complicazioni. Da dopo l’estate, invece, si procederà concretamente alla realizzazione del parco. “Si tratta di un accordo di valorizzazione e risistemazione urbana – ha spiegato l’ingegnere – come tanti altri siglati nel resto d’Italia. Ci tengo tuttavia a sottolineare come quest’amministrazione abbia voluto conservare l’area ad usi pubblici, senza edificare oltre”. Nell’intesa saranno ricompresi ance il terminal bus e i parcheggi a pagamento, la cui convenzione è stata prorogata fino ad aprile prossimo. Terminata la quale, il Comune dovrà rivedere il Piano urbano del traffico e valutare se sarà possibile esternalizzare il servizio della soste blu a una cooperativa di servizi, che potrebbe così riassumere – per effetto di una clausola di salvaguardia – i quattro giovani dipendenti della Metropark che svolgono ad oggi le mansioni di ausiliari del traffico.
Ma cosa avverrà una volta terminato, entro il dicembre 2016, l’ambizioso progetto del parco urbano? Come spiegato dal primo cittadino, toccherà lavorare per attrarre altri finanziamenti europei. Ottenuti eventualmente i quali, si procederà alla realizzazione di un sovrappasso pedonale e ciclabile, all’eliminazione del passaggio a livello, alla costruzione di un sottopasso per automobili e all’interramento del terminal bus. Avveniristico, a dir poco. Ma il centrosinistra, con in testa l’assessore ai Pisu D’Achille, ci crede fermamente.




