CAMPOBASSO. Ancora una volta il consiglio regionale non ha tenuto conto della proposta di iniziativa popolare sui tagli dei costi della politica. Ormai la maggioranza al consiglio regionale si identifica nel personaggio cinematografico “Il marchese del grillo” nella famosa scena di Sordi “Io so io e voi non siete un c………”. I consiglieri regionali sono stati, negli ultimi tempi, molto impegnati ad organizzare tavoli di discussione sulle gran manze, sui cinghiali, spargimento delle ceneri da cremazione, coltura della cannabis, istituzione dello psicologo per lavoratori ed imprenditori in crisi ecc. ecc. Non hanno, ovvero non vogliono avere tempo di discutere la proposta di legge popolare chiesta con sottoscrizione da 6000 cittadini molisani . Purtroppo dobbiamo constatare che il Molise è una regione che affonda nella inconcludenza della politica. Neanche il messaggio politico del renzismo, trasportato di peso nella regione riesce a dare speranza ai suoi abitanti. La drammatica radiografia è emersa dall’ultimo rapporto SVIMEZ come certificazione del fallimento politico di chi amministra e di chi lo ha preceduto .La promessa pubblicitaria da campagna elettorale si schianta contro un tasso di disoccupazione giovanile angosciante del 49%, in un anno bruciato il 3,2% della ricchezza molisana, mentre la politica mostra tutta la propria inadeguatezza nel gestire l’emergenza. Il Molise rischia la desertificazione umana ed imprenditoriale, più 20% di famiglie povere nell’ultimo anno, il tasso di occupazione nell’ultimo anno crolla dell’8%, bruciati 8000 posti di lavoro. La realtà già difficile, si trasforma e peggiora sotto i nostri occhi: aziende che muoiono, trasporti inefficienti, ambiente e territorio stuprati, cultura impoverita, protezione civile smantellata, sanità appaltati ai privati, agricoltura abbandonata, uffici regionali depauperati di ruolo, istruzione e formazione senza riforme di struttura insomma il sogno della maggioranza dei cittadini si trasforma in incubo. La proposta di una legge di iniziativa popolare di cittadini riguardante la riduzione dei costi della politica, è una richiesta di giustizia sociale, viene invece derubricata a demagogia e populismo.
Ma noi non arretriamo nella convinzione che la politica e le istituzioni debbano dare un esempio per non rendere incolmabile il solco tra politica e cittadini.
Non arretriamo , anzi rilanciamo la nostra azione di resistenza civile in questa regione. La rilanciamo con un iniziativa popolare che assuma un carattere sociale contro il degrado della nostra regione che tenga tutti insieme i pezzi di società che sono stati, loro malgrado, protagonisti negli ultimi due anni. Rivolgiamo l’invito ad organizzare questa forma di presenza di massa, nei modi da concordare insieme, chiediamo a tutti i comitati sorti a difesa di un territorio, un ospedale ,un parco ambientale, un azienda, un ufficio, una scuola, una casa popolare, una casa per anziani, una strada di comunicazione, un sito archeologico; chiediamo ai comitati sorti contro una biomassa, un parco eolico, una mega stalla, un autostrada, una discarica abusiva , un terreno avvelenato, una trivellazione in mare. Insomma, unire le forze a testimonianza di un esigenza diffusa di buon governo al fine di non rimanere inconsapevoli terminali di una politica sempre più autoreferenziale e lontana dai veri problemi dei cittadini.

Il comitato dei cittadini indignati del Molise