ISERNIA. Un esposto in procura per chiedere la chiusura immediata dell’area della stazione ferroviaria di Isernia, di recente acquistata dal Comune. E’ quanto annunciato stamani, nel corso di una conferenza stampa in piazza Celestino V, dal segretario regionale Uil Beni e Attività culturali Emilio Izzo e dal presidente dell’Associazione antimafia ‘Caponnetto’ Romano De Luca dopo le notizie – fornite dall’amministrazione comunale – di presenza di arsenico nel sottosuolo dell’area. “E’ una questione di incolumità pubblica – ha dichiarato Izzo – ma si sta facendo passare il problema sottotraccia. Perché c’è questa sostanza nociva? Di chi sono le responsabilità? Perché si procede a far bonificare l’area dalla Ferrovie dello Stato senza prima chiuderla al pubblico? Come si fa a far svolgere all’interno mercatini e attività ludiche senza preoccuparsi della salute dei cittadini?”. Queste le domande che il sindacalista rivolge al sindaco pentro Luigi Brasiello, contro il quale ha puntato il dito accusandolo di “pensare solo alla proprio poltrona, senza fare il bene di Isernia e della sua provincia”. Il depauperamento del territorio, come dimostrato dalla questione dell’università del Molise, che rischia di perdere una propria sede nel capoluogo, “è frutto di un disegno politico che viene da lontano – accusa Izzo – e che vede nell’asse Frattura-Brasiello-Patriciello i punti cardine. Il sindaco-presidente non può fare realmente gli interessi di Isernia, non può alzare la voce, senza indispettire i suoi referenti. La sanità in questa città è stata smantellata e lui non ha detto nulla. La Camera di Commercio di Isernia verrà accorpata a quella di Campobasso e tutto tace. Il museo di Santa Maria delle Monache è chiuso da circa un anno e lui non ha detto nulla. Il piano neve ha fatto cilecca e lui si è limitato a fare un ringraziamento, scontato, a chi spalava la neve. L’auditorium non viene dato alle associazioni locali, a chi vuol fare cultura sul territorio, ma ad artisti di fuori per scopo di lucro, senza alcun ritorno per il Comune. E nessuna posizione viene presa dal sindaco. Sulla villa comunale e il rischio cementificazione, ancora nessuna risposta. Poi l’ultima trovata della videosorveglianza, che serve solo a invadere la privacy dei cittadini. Se proprio dovevano essere spesi soldi pubblici per le telecamere, andavano messe nelle stanze della Giunta e della maggioranza. Magari così – conclude con ironia feroce il sindacalista – i cittadini sarebbero stati davvero più tranquilli”.