ISERNIA. Si chiude l’era di Scienze Politiche a Isernia, ma nasce un nuovo polo infermieristico inter ateneo, che vedrà protagonisti l’Università del Molise a braccetto con ‘La Sapienza’. Lo ha stabilito il Senato Accademico dell’Università del Molise, che nel pomeriggio di oggi si è riunito per deliberare lo spostamento del corso di laurea di Scienze Politiche, che verrà a ‘sdoppiarsi’ tra Campobasso e la sede di Pesche. Il rettore Gianmaria Palmieri e il Senato, infatti, hanno dovuto contemperare due diverse esigenze: quelle degli studenti di via Mazzini e quelle del Consiglio di Studi di Scienze Politiche. Se gli allievi, riunitisi ieri in assemblea, avevano infatti espresso la preferenza – a maggioranza – di trasferirsi a Pesche, il Consiglio di Studi (composto da tutti i professori del corso di Scienze Politiche e dai rappresentanti degli studenti e del personale tecnico-aministrativo) aveva invece optato per Campobasso. A questo punto, Palmieri ha preso la salomonica decisione di non scontentare nessuno: le lezioni infatti, dal 1° febbraio prossimo, si svolgeranno in entrambe le sedi, con gli studenti di Isernia che potranno recarsi a Pesche grazie a un apposito servizio navetta gratuito, interamente a carico dell’Università del Molise. E quelli di Campobasso, nell’era del 2.0, potranno assistere alle lezioni in streaming. I corsi, in pratica, si terranno contestualmente nelle sedi di Campobasso e di Pesche mediante collegamento web tra le due sedi, idoneo a consentire agli studenti di seguire le lezioni indipendentemente da dove si trovano. Dal prossimo anno accademico 2015/2016, invece, Scienze Politiche graviterà direttamente su Campobasso, sede del Dipartimento giuridico.
La città di Isernia, dunque, è costretta a rinunciare anche all’ultimo corso di laurea fisicamente rimasto sul territorio. Ma è una perdita soltanto pro tempore. Perché la vera novità è un’altra: da ottobre prossimo, all’inizio del prossimo anno accademico, al posto di neanche 100 studenti in via Mazzini i numeri saranno quasi quintuplicati: il nuovo polo infermieristico, infatti, conterà 400 allievi della Sapienza e i circa 70 dell’Unimol. Il Senato Accademico, difatti, ha avviato immediatamente l’iter per l’accreditamento, secondo il progetto condiviso col Comune di Isernia e la Regione Molise, dei corsi di laurea triennale e magistrale in Scienze Infermieristiche, in modo tale da poter avviare gli stessi a partire dall’anno accademico 2015/16, nel caso in cui sussistano le condizioni di sostenibilità economico-finanziaria. Ma andiamo con ordine.
L’INCONTRO SEGRETO DI LUNEDÌ. La svolta nello stallo venutosi a creare tra le parti – Comune di Isernia e Università del Molise – si è profilata ieri mattina, 19 gennaio, durante un incontro riservatissimo, a Campobasso, tra il sindaco di Isernia Luigi Brasiello, il rettore Palmieri, i parlamentari del Pd Danilo Leva e Roberto Ruta e il presidente della Regione Paolo Frattura. Una riunione durante la quale è arrivata la schiarita: l’università a Isernia continuerà a esistere, con l’istituzione di un polo delle professioni sanitarie dal quale – inaspettatamente – Isernia ne guadagnerà in termini di numeri e, inevitabilmente, di ricaduta economica sul territorio.
L’IMPEGNO DELLA REGIONE: PRONTI 200MILA EURO L’ANNO. L’importante lavoro di mediazione svolto da Ruta e Leva ha permesso di ritrovare unità d’intenti tra gli attori. Una prima ipotesi, su proposta di Palmieri, è stata quella di istituire il corso di laurea specialistica in Informatica nel capoluogo pentro, forte dei lusinghieri risultati ottenuti dalla triennale di Pesche. Tuttavia, la tempistica e i costi necessari a creare da zero il corso, hanno convinto i presenti a perseguire un’altra strada, con il governatore Frattura che avrebbe sposato in pieno l’istituzione di un polo sanitario-infermieristico nel centro storico di Isernia. Al punto da impegnarsi a finanziare il progetto con almeno 200mila euro l’anno di fondi regionali. Un finanziamento che, secondo indiscrezioni, avrà una copertura garantita di ben cinque anni. Insomma, la Regione Molise farebbe appieno la sua parte, stanziando qualcosa come almeno 1 milione di euro per la formazione universitaria nel capoluogo pentro.
L’ACCORDO UNIMOL-SAPIENZA. Ma quali sono i dettagli del nuovo corso di laurea che verrebbe a essere ospitato, dall’autunno prossimo, in via Mazzini? Presto detto: se il pomo della discordia tra il Comune di Isernia e l’Unimol era stato l’Università La Sapienza, verso la quale l’amministrazione guidata da Brasiello, in un primo momento, sembrava aver mostrato un forte segnale di disponibilità, impegnando 100mila euro di risorse regionali e 50mila di fondi propri per spostare il corso di Scienze Infermieristiche – presente a Isernia da quasi vent’anni e ospitato presso gli angusti locali del Distretto sanitario in via Sant’Ippolito – nell’auditorium ‘Unità d’Italia, ora l’ateneo capitolino diventa invece trait d’union tra Brasiello e il rettore Palmieri. Quest’ultimo, innegabilmente, ha avuto la capacità di ribaltare la situazione, ottenendo dapprima la revoca della delibera di Giunta comunale tutta a beneficio della ‘Sapienza’ – con Brasiello e il suo esecutivo che hanno avuto comunque la sensibilità politica di fare un passo indietro – e poi di saper valorizzare anche il proprio corso di laurea in Infermieristica, presente a Campobasso. Dalla fine di gennaio, infatti, sarà intrapreso l’iter burocratico-amministrativo che mira ad accreditare, presso il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, il nuovo progetto iter-universitario tra l’Unimol e la Sapienza, che avrebbero già avuto contatti. Il quale comprenderebbe, a regime, il corso di laurea triennale (già esistente a Campobasso), un corso di laurea magistrale (con l’ipotesi di circa 30 studenti ex novo) e master di ambito infermieristico, di possibile durata biennale. Si tratta di un accordo di rilancio e di prestigio per l’intero territorio, per effetto del quale il centro storico di Isernia, forse, potrà davvero risorgere a nuova vita.
IL NEO. Unica nota stonata, almeno per il momento, sembrerebbe lo svuotamento della sede di via Mazzini dal 1° febbraio all’ottobre prossimo. L’economia cittadina è già allo stremo, dunque sono in molti – commercianti, proprietari di immobili in locazione agli studenti e di locali pubblici – a preoccuparsi della chiusura di Scienze Politiche. In attesa che partano alcuni lavori di ristrutturazione del tetto dell’ex seminario vescovile – anche in previsione dell’approdo del nuovo polo infermieristico – una soluzione possibile sarebbe quella di far traslocare da subito gli studenti della Sapienza da via Sant’Ippolito. Ma, al momento, è solamente un’ipotesi, tutta da costruire e condividere. Maggiori dettagli, intanto, dovrebbero essere forniti nei prossimi giorni da Brasiello, Palmieri e Frattura, che starebbero pensando a una conferenza stampa congiunta, a Campobasso, con la presenza anche di Ruta e Leva.
Pasquale Bartolomeo




