ISERNIA. “Le ultime notizie della crisi comunale fanno molto riflettere. Da quanto si apprende dai giornali, sembrerebbe che invece di giungere a una soluzione finale si sia giunti a un tutti contro tutti. Mancano solo le torte in faccia ed avremmo una grande comica, potremmo farci delle grasse risate se non fosse che la situazione isernina è tragica! In due settimane abbiamo assistito allo sgretolamento della maggioranza, con una guerra fra le parti, guerra che si è conclusa con l’ultima riunione. Ormai è evidente che il sindaco non ha più il controllo della situazione. E’ evidente che il sindaco ha sottovalutato la situazione, è evidente che non ha avuto il buon senso politico, che ci sarebbe aspettati da lui, di risolvere il problema senza dover assistere a gazzarre come quelle verificatesi nelle ultime due riunioni della maggioranza, dove lo stesso – punto nel vivo – avrebbe voluto sfiduciare i singoli consiglieri, peccato che questo non sia previsto dalle vigenti norme! E’ evidente che a dispetto dell’affermazione da lui fatta, che continuava la riunione di mercoledì “solo per rispetto dei cittadini e delle istituzioni”, che altro non è che una nota di colore populista, il suo atteggiamento nei confronti dei cittadini e delle istituzioni è stato di tutt’altro tenore.
Pasquale Bartolomeo, nel suo articolo di questa mattina, chiude con una riflessione che è quella che non ci resta altro che tornare alle urne. Questa sua affermazione è consolante, perché è esattamente quanto ho affermato la settimana scorsa. Il sindaco ha fallito nel suo mandato, e se vuole fare un vero gesto di coraggio, allora si dimetta, oggi stesso, così da consentire a questa città di andare a votare in primavera e lasci stare i partiti. I partiti vanno bene per le elezioni nazionali, per quelle locali diventano solo circoli di interessi personalistici senza rispetto per la città ed i cittadini. Isernia non ha bisogno dei partiti, ha bisogno di amministratori. Ha bisogno di una guida salda, ha bisogno di gente che prenda le decisioni che sono necessarie per uscire dalla situazione in cui si trova. Quindi, sindaco, rispetta noi cittadini e le istituzioni che rappresenti e dimettiti”.
Ferdinando Veneziale




