ISERNIA. Nuovi dettagli sull’associazione onlus che nascerà lunedì mattina, presso la Provincia d’Isernia, a sostegno del rilancio Ittierre. Si tratta di un insieme di persone specializzate nel tessile, che si incontreranno per creare un’associazione al fine di sostenere qualsiasi imprenditore interessato, in sintonia con la Regione e con i sindacati, a creare realmente lavoro in regione. Con delibera del 26 novembre 2014 la Giunta regionale ha approvato le linee guida e i modelli di candidatura con i quali promuovere la nascita e lo sviluppo di distretti produttivi in Molise, così come definiti nella legge 266/2005. Detti distretti dovranno caratterizzarsi, come evidenziato nella delibera, per una forte valenza strategica per il sistema economico e sociale della regione, per un’ampia, coerente e sinergica aggregazione imprenditoriale capace di esprimere un progetto di sviluppo competitivo ed economicamente sostenibile e una governance chiara e aperta, oltre che per la capacità di determinare crescita produttiva ed occupazionale del settore. La delibera succitata offre al sistema moda molisano un’importante opportunità per disegnare e avviare, attraverso i distretti produttivi, un nuovo percorso di sviluppo incentrato su una pluralità di aziende/proposte imprenditoriali in grado di costruire una o più forme aggregative capaci di competere, nel rispetto delle singole autonomie, efficacemente sui mercati internazionali. La stessa punta alla valorizzazione delle competenze professionali e imprenditoriali presenti nel nostro territorio, rilanciando la sua tradizionale vocazione moda conosciuta e apprezzata fuori dai confini regionali e promuove una immagine di polo di eccellenza del sistema moda. In questo contesto le maestranze ex Ittierre, attualmente in mobilità, rappresentano un importante serbatoio di conoscenze e competenze che può e deve trasformarsi in capitale umano funzionale ad un progetto di ripartenza della filiera dell’abbigliamento e del fashion made in Molise–Sannio. Per far ciò è fondamentale conoscere e non perdere le professionalità disponibili ed il loro numero. L’associazione, appunto, ha per scopo la valorizzazione di tali professionalità e delle competenze nel settore moda presenti nel territorio e la salvaguardia dei suoi elevati livelli occupazionali. Ciò attraverso iniziative progettuali, in sintonia con Regione e sindacati, tese a favorire uno sviluppo ‘distrettuale’ del sistema moda in Molise e nel Sannio, riservando una particolare attenzione alla sperimentazione di modelli organizzativi di filiera caratterizzati da un processo produttivo tracciato, trasparente e rispettoso dell’ambiente e di coloro che vi lavorano e forme di cooperazione tra produttori (reti di imprese) capaci di rapportarsi con il sistema commerciale/distributivo. A tale scopo, l’associazione intende promuovere iniziative tese a stimolare lo sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali nel settore moda, sposando il know-how delle aziende interessate a svilupparsi in Molise con le competenze manifatturiere presenti nel nostro territorio. Si punta poi ad attivare percorsi formativi per il settore e loro maestranze volti a favorire la riqualificazione delle professionalità e delle competenze alla luce delle esigenze professionali espresse dalle aziende che si andranno a insediare in Molise e delle trasformazioni in atto nel settore; stimolare processi di auto-imprenditorialità da parte delle risorse umane a vario titolo inutilizzate (perché in cassa integrazione straordinaria, mobilità ecc.); promuovere conferenze, dibattiti, convegni, confronti e similari sul sistema moda e su tutte le tematiche inerenti; creare una rete formale e informale di collegamenti nel territorio e con altri sistemi produttivi locali, nazionali e internazionali al fine di delineare e sperimentare modelli di intervento, rielaborabili e trasferibili in altri contesti, tesi a salvaguardare i livelli occupazionali e la stessa coesione sociale assicurando, nel contempo, una maggiore competitività al sistema produttivo. Insomma, si chiede di accelerare tutti quei processi che potrebbero contribuire a tale scopo perché le professionalità ci sono ancora e in coro, a gran voce, chiedono lavoro e collaborazione.
Lucia Lozzi




