ISERNIA. Sanità regionale sempre al centro del dibattito politico e sociale. Ieri la nuova riunione dei comitati e delle associazioni per sensibilizzare i cittadini sul tema, quasi a voler ripercorrere la storia del partito politico ellenico Syriza, che ha fatto della sanità pubblica e gratuita il suo cavallo di battaglia. Dal basso arriva questa richiesta di trattare la salute come diritto costituzionalmente riconosciuto, tenendolo fuori da una sostanziale privatizzazione che rischia sempre più di trasformarlo in una sorta di merce. L’incontro si è svolto alla presenza dell’ex senatore Augusto Massa, di Gigino D’Angelo, segretario regionale di Sinistra ecologia e libertà e ovviamente di Lucio Pastore, il dirigente Asrem che ha intrapreso ormai da tempo questa battaglia in difesa della sanità pubblica.
“L’obiettivo è quello di aggregare gli utenti – ha dichiarato Pastore a Telemolise – sensibilizzandoli sul tema della sanità, lanciando una petizione che pretenda una riorganizzazione del settore che mantenga la cura della salute come diritto e che non la trasformi in una merce. Anche da altre parti della regione ci sono associazioni sensibili al problema, che mi hanno invitato per valutare se ci saranno le condizioni utili affinché si possa sostenere la nascita di un movimento che dica basta a questa politica che sta sfasciando la sanità pubblica. Non escludiamo a tal proposito un evento a Campobasso per manifestare questa volontà che nasce dal basso”.
I promotori dell’iniziativa hanno stilato 5 punti da cui il nuovo modello di sanità dovrà ripartire.
“Chiediamo – affermano i promotori nell’illustrare i primi due punti – che, data la pletora di strutture pubbliche esistenti, sia istituito un budget fisso per la medicina convenzionata privata che non superi il 15% del Fondo sanitario regionale. Ma anche che prima di procedere alla giusta riorganizzazione del sistema pubblico, venga ridimensionato ai limiti fisiologici l’accreditamento alle strutture private da cui acquistare i servizi”.
“Altro punto, invece – continuano i promotori – prevede che prima di eliminare i servizi nel sistema pubblico vengano tolte le convenzioni o vengano limitati i servizi accreditati ai privati. Altro ancora, che si investa nel pubblico per renderlo efficiente e capace di dare risposte alla popolazione in tempi reali”. Infine, che vengano attivati tutti i sistemi di controllo preposti all’attuazione di una reale ed efficiente assistenza sanitaria, eliminando gli sprechi clientelari attualmente presenti nel pubblico e nel privato”.
“Dopo tanti anni di pessima gestione, è indispensabile e necessaria una profonda riorganizzazione del sistema – scrivono ancora i promotori della petizione -.E’ necessario dare risposte ai bisogni della popolazione, ad esempio ridurre a limiti fisiologici i tempi di attesa per tutte le prestazioni, rendere efficienti gli ospedali, l’emergenza territoriale, i servizi socio-sanitari. Non si comprende, inoltre, alla luce del notevole numero di strutture pubbliche presenti in Regione per 300mila abitanti, perché ci sia l’esigenza, da parte dell’amministrazione e della politica che la dirige, di accreditare tanti servizi e assistenza medico-sanitaria a strutture private convenzionate. Attualmente, infatti, i privati convenzionati drenano dal fondo sanitario regionale circa 170 milioni di euro, pari al 30% del fondo sanitario. Questo non si verifica in nessun’altra regione”.
Sulla questione sanità è intervenuto anche D’Angelo che ha ribadito come “nonostante Sel sostenga la maggioranza di centrosinistra in Regione, sia fuori dalla Giunta, votando, di volta in volta, secondo coscienza senza accettare passivamente le scelte del governatore”.
Francesco Clemente




