ROMA. Nuovi tagli in vista per le filiali della Banca d’Italia. Lo rendono noto le sigle sindacali Fisac/Cgil, Fiba/Cisl, Uilca/Uil e Falbi/Confsal dopo l’incontro odierno, a Roma, con i vertici di Palazzo Koch. Non è ancora chiaro quali sono le regioni a rischiare di più, ma non è affatto da escludere che – nel clima di smobilitazione generale che interessa il Molise – sia ancora una volta la nostra regione a dover pagare dazio, nonostante la chiusura, già da qualche anno, della filiale isernina di Bankitalia. Per ora i sindacati lanciano l’allarme e preannunciano una mobilitazione generale in tutta Italia.
“Fisac/Cgil, Fiba/Cisl, Uilca/Uil e Falbi/Confsal – dichiarano in una nota le sigle sindacali – esprimono un giudizio fortemente critico sulla incomprensibile volontà della Banca d ‘Italia di procedere al depotenziamento della rete delle filiali, seguendo le linee già prospettate nel corso dei precedenti incontri.
Il vertice della Banca d’Italia ha deciso di smantellare la rete territoriale, determinando un irreparabile danno per il Paese, per l’istituzione e per le lavoratrici e i lavoratori.
L’incontro di oggi ha fatto registrare un ulteriore allargamento delle distanze tra le parti, confermando l’assoluta assenza di volontà del vertice della Banca d’Italia a confrontarsi con le proposte formulate dal sindacato.
Sul territorio la Banca d’Italia è riferimento fondamentale per il funzionamento del sistema economico e insieme un irrinunciabile presidio contro la criminalità e l’illegalità”.
“Fisac/Cgil, Fiba/Cisl, Uilca/Uil e Falbi/Confsal – aggiungono – non intendono rassegnarsi al ridimensionamento del ruolo pubblico della Banca d’Italia e non consentiranno che i soliti tecnocrati determinino l’arretramento di una istituzione da sempre autonoma e di garanzia per tutti i cittadini.
Occorre uno sforzo capace di coniugare la necessità di adeguamento al mutato contesto esterno con il fondamentale ruolo dell’istituto quale erogatore di servizi al cittadino. E ciò può avvenire esclusivamente a condizione che sia preservata una presenza radicata e diffusa sul territorio”.
Per questo, concludono da Fisac/Cgil, Fiba/Cisl, Uilca/Uil e Falbi/Confsal, nei prossimi giorni sarà avviato “un articolato e prolungato percorso di mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori in tutta Italia, anche con iniziative intese a sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sul grave e irreparabile danno che discenderebbe da un arretramento della Banca d’Italia sul territorio”.




