CAMPOBASSO. Sulla sanità molisana ormai veleggia lo spettro del default: questo in estrema sintesi l’allarme lanciato da Angelo Di Stefano, medico ospedaliero ed ex consigliere regionale, nella conferenza stampa tenuta questa mattina dinanzi agli organi di stampa locali. Anni di commissariamenti, tagli e tasse locali al massimo non sono bastate per scongiurare quello che accadrà tra pochi mesi, all’entrata in vigore della riforma Balduzzi, che rischia di mettere seriamente a rischio il diritto alla salute se non addirittura la vita dei cittadini. Come se non bastassero i provvedimenti adottati dai tecnici, che hanno gestito il piano di rientro sanitario negli ultimi 8 anni, e che hanno finito per esautorare il Consiglio regionale, e quindi i cittadini, da ogni possibile scelta futura.
“Nonostante ciò – sostiene Angelo Di Stefano – la situazione complessiva è peggiorata mettendo a rischio il diritto alla salute se non addirittura la vita dei molisani, già costretti a subire un salasso fiscale. Volevo ricordare al Consiglio regionale che la Costituzione tutela il diritto alla salute, alla vita e all’uguaglianza, demandando alle regioni il compito di approntare la programmazione sanitaria. Per tali ragioni tutto quanto fatto dallo Stato italiano dal 2007 ad oggi è incostituzionale e su tali basi proporrò formale denuncia alla Corte costituzionale, chiedendo la cancellazione dei provvedimenti che metterebbero a rischio la salute dei cittadini. I consiglieri regionali si riapproprino delle loro competenze discernendo magari i programmi sanitari promessi durante le elezioni, altrimenti, se non sono capaci, vadano a casa. Mentre Frattura deve venire con noi alla Corte costituzionale per chiedere l’annullamento degli atti adottati sulla sanità molisana”.
Una nuova e ulteriore disputa sul tema ‘diritto alla salute’, affiancata a quella lanciata dall’altro medico isernino Lucio Pastore, che si appresta a connotarsi come una vera e propria class action contro il governo nazionale, reo di aver portato la condizione a un livello di esasperazione tale da mettere a rischio la vita dei molisani. All’incontro con la stampa, promosso da Di Stefano, era presente anche Donato De Toma, ex assessore della Giunta Di Bartolomeo. “I numeri bisogna saperli leggere – ha affermato De Toma – altrimenti vuol dire che si usano per altro, magari per iniziare a chiudere il Molise trovando il capro espiatorio: la sanità”.
“Non si può partire semplicemente dai numeri di questa riforma – spiega, infine, Di Stefano – Piuttosto si deve capire cosa serve al Molise in termini di bisogni alla salute. Il Molise sta pagando dal 2007 ad oggi qualcosa come 80milioni di euro in più di tasse, ma nonostante questo abbiamo un deficit di oltre 400milioni di euro. Questo modo di agire da parte dello Stato a casa mia si chiama usura, per questo chiederò ai cittadini di sottoscrivere e partecipare alla mia azione, una class action da proporre alla Corte dei conti, per riavere indietro i soldi che abbiamo pagato oltre che garanzie sul diritto alla salute”.

Francesco Clemente