ISERNIA. Il tempo sembra essersi fermato, nel reparto di Oculistica dell’ospedale ‘Veneziale’ di Isernia.  Dal dicembre scorso, infatti, l’Unità operativa complessa diretta dal dottor Arturo Moscato si trova nell’impossibilità di poter effettuare qualsivoglia tipo di intervento chirurgico. Niente più cataratta, glaucoma e altri operazioni rientranti nel cosiddetto segmento anteriore dell’occhio. Interventi, fino a tre mesi fa, assolutamente di routine e poi improvvisamente stoppati da pastoie burocratiche e non solo, con inevitabile disagio per i malcapitati pazienti molisani.

Ma andiamo con ordine. L’Uoc di Oculistica, istituita nel 2006, fu trasferita tre anni dopo nell’ala nuova dell’ospedale di Isernia, il Dea – Dipartimento d’emergenza e accettazione – dove si trova tuttora allocata al secondo piano. Il reparto, che mediamente effettuava 500 interventi l’anno, è fornito di una sala operatoria classificata come ambulatorio chirurgico, dotata di attrezzature nuovissime. Ma la stessa non è mai stata utilizzata dai medici. Il motivo? A quanto pare, mancherebbe il collaudo vero e proprio da parte dell’Azienda sanitaria locale. Fino al dicembre 2014, infatti, gli interventi chirurgici non sono mai stati fatti a Isernia, ma presso l’ospedale ‘Caracciolo’ di Agnone, in regime di day surgery (ricovero di un giorno e dimissioni a fine giornata). Eppure, presso l’ospedale Veneziale esiste anche un blocco operatorio, situato al primo piano seminterrato del Dea, mai entrato in funzione nonostante la spesa di milioni di euro. Non solo: operare in day surgery significa fare i conti con il problema degli anestesisti, che per protocollo devono essere obbligatoriamente presenti in sala operatoria. Ma per tali figure esista una carenza cronica di personale.

Ecco allora la soluzione proposta all’Asrem dai medici del reparto: attivare il regime di chirurgia ambulatoriale complessa, ovvero senza ricovero, per la quale il paziente non deve far altro che presentare la richiesta di impegnativa del medico di base. Il vantaggio, in regime di chirurgia ambulatoriale, sta nella possibilità di operare con la presenza dell’anestesista non più in sala, ma semplicemente all’interno della struttura. Non solo: la chirurgia ambulatoriale avrebbe significato anche recupero della mobilità attiva dalla Campania. Il reparto isernino, infatti, ha sempre attratto numerosi pazienti exraregionali, ma la Regione Campania, dopo aver vinto un ricorso in Consiglio di Stato, ha ottenuto il blocco dei ricoveri in day surgery, poiché le medisime prestazioni sono erogate in loco in regime di chirurgia ambulatoriale a costi più bassi che in Molise. 

Il 16 ottobre 2014 il commissario ad acta alla Sanità, Paolo Frattura, con proprio decreto n. 35 istituisce e regolamenta la chirurgia ambulatoriale con decorrenza dal 1° gennaio 2015. Sembra fatta, ma così non è: perché tale decreto non sarà mai operativo, a causa di un problema legato alla Molise Dati. La società che gestisce ed eroga tutti i servizi informatici della Regione, infatti, da allora non avrebbe mai acquisito tale decreto nel sistema di prenotazione delle prestazioni.

Ci si mette, poi, finanche l’ironia della sorte: tre mesi fa, la presenza di infiltrazioni d’acqua dal tetto dell’ospedale di Agnone ha determinato la chiusura delle sale operatorie utilizzate fino ad allora, bloccando in toto l’attività di chirurgia oculistica. Nel mentre i medici, per non stare con le mani in mano e vedersi costretti a spedire altrove i pazienti che devono essere operati, avrebbero deciso di scrivere una prima lettera alla Direzione generale dell’Asrem, per chiedere come fosse possibile ovviare al problema. Risultato: nessuna risposta. Passa qualche tempo, e il dirigente Moscato ci riprova: ma niente, anche stavolta. Il primario, tuttavia non si dà per vinto e scrive una terza volta, con toni meno accomodanti del solito. Stavolta i vertici Asrem si schiodano dalla loro torre d’avorio e rispondono. Sostenendo però che loro non devono essere minimamente interessati del problema, del quale bisogna invece investire la Direzione sanitaria di Isernia, diffidando peraltro i medici del reparto dal rivolgersi ad altre istituzioni (procura della Repubblica o stampa, solo per fare degli esempi) per presunto comportamento anti aziendale. Un bavaglio in piena regola, insomma.

‘Isernianews’, tuttavia, tramite le lamentele dei pazienti è riuscita a ricostruire lo stesso la ‘filiera del disservizio’, senza interessare il primario e i medici del reparto. In molti hanno contattato la nostra redazione dichiarando di essersi dovuti recare al Neuromed o presso uno degli altri centri privati convenzionati in Molise. Da parte loro, la domanda è una sola: quali sono le intenzioni dell’Asrem verso il reparto di Oculistica di Isernia? Ritengono che serva, vista la presenza di convenzioni con ben sei centri privati in tutta la regione, oppure no? Domande che inoltriamo volentieri alla Direzione Generale, alla Direzione sanitaria di Isernia o a chiunque si degni di rispondere.

Dunque, ricapitolando: a Isernia il reparto di Oculistica ha una sala operatoria al proprio interno: inutilizzabile. Due piani più in basso esiste un blocco operatorio: inutilizzabile anche quello. In virtù della razionalizzazione della spesa veniva chiesto di operare chirurgicamente ad Agnone: impossibile, da dicembre. E chi deve essere operato per una cataratta o altro? Deve rivolgersi al privato. Un disegno, politicamente parlando, che viene da lontano. E di cui Oculistica è solo l’ennesimo, ulteriore, vergognoso esempio.