ISERNIA. Dopo l’ennesima defaillance di una maggioranza che non ha più i numeri nemmeno per giocare a briscola, il centrodestra al Comune di Isernia ha vita facile nel proclamare, all’unisono, che al sindaco Luigi Brasiello non resta che dimettersi.

Giacomo d’Apollonio, della lista ‘Isernia in Comune’, parte da lontano. Ricorda la lunga sequela di annunci e spot di Brasiello, nessuno dei quali portati a compimento. Poi la crisi di gennaio, con il gruppo dei dissidenti che non ha ancora ottenuto quel che voleva. “Risultati zero e città paralizzata – dichiara d’Apollonio – ma io e l’opposizione tutta non faremo più sconti. Siamo alla terza diffida di seguito del prefetto sul bilancio e nemmeno si è potuto discutere. Gravissimo. Come altrettanto grave è il fatto che senza di noi non si abbiano i numeri nemmeno in commissione, come dimostrato nel caso della discussione sul consuntivo. Io e Testa abbiamo abbandonato i lavori, con la commissione che non ha potuto proseguire per mancanza di esponenti della maggioranza. Risultato, il rendiconto 2014 è arrivato in aula senza il parere dell’organo commissariale. Tutto ciò vuol dire che il sindaco non gode più della fiducia della maggioranza, e va avanti alla giornata. Ci sono nodi irrisolti con i partiti, ma i problemi, a causa di queste beghe, li vive soprattutto la città Isernia. Il sindaco – conclude il generale – dovrebbe prendere atto di tutto questo e trarne le conseguenze”.

Strali sul primo cittadino, via Facebook, anche dal coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, Filoteo Di Sandro. “Dopo l’ennesima figuraccia del sindaco e della maggioranza al Comune di Isernia – ha detto sferzante – forse sarebbe il caso, per il bene di tutti, tornare a votare e dare ai cittadini la possibilità di eleggere un’amministrazione in grado di dare certezze e stabilità. È una vergogna, per giochi di potere e spartizione di poltrone si sacrifica il bene di Isernia.Tutti a casa”.

Lapidario, infine, il consigliere di Grande Sud Gianni Fantozzi: “Al sindaco non resta che dimettersi, visto che non ha i numeri nemmeno su un documento così importante come il bilancio consuntivo”.