ISERNIA. Scriveva Manzoni, ‘il coraggio, se non ce l’ha, uno non se lo può dare’. Così, dopo avvertimenti e segnali, la truppa dei dissidenti al Comune di Isernia si sfalda ancora una volta e ‘grazia’ il sindaco Luigi Brasiello, che incassa il sì al rendiconto 2014 con 20 voti favorevoli e 12 contrari (l’intera opposizione e l’indipendente Angelo Cutone). Assente – e coerente fino in fondo – dopo aver annunciato la propria contrarietà, la consigliera del Pd Benedetta Monaco, presidente della commissione bilancio, che ha sottolineato come il consuntivo non abbia avuto il parere favorevole dell’organo da lei presieduto.
A far rientrare i malanimi, la ventilata disponibilità del primo cittadino – che tra l’altro, a parole, si è sempre mostrato possibilista, in questi anni – a un allargamento di Giunta. Prospettiva di cui nessuno parla, tra le file della maggioranza, ma che evidentemente piace a molti. Dunque, meglio rinviare la temuta resa dei conti alla discussione del bilancio di previsione, per la quale – su richiesta del capogruppo Pd Ovidio Bontempo – il sindaco e la struttura tecnica dovranno impegnarsi “ad accelerare l’approvazione con la più ampia partecipazione e il puntuale coinvolgimento di tutti gli attori del processo di gestione della cosa pubblica”.
Eppure, a sentire gli interventi di molti esponenti della maggioranza, bisognava fare di più, rilanciare l’amministrazione, costruire la città del futuro, dare una sterzata, imprimere un’accelerazione. Quasi il preludio a un voto di sfiducia, che poi naturalmente non arriva, con il centrosinistra che fa ‘mea culpa‘ e poi si autoassolve per l’ennesima volta dopo oltre due anni di mandato. Una farsa.
Il sindaco, poi, è stato invitato da più parti – su tutti, da Mariella Di Sanza di Uniti per Isernia e Bice Antonelli di Sel – ad abbassare le tasse, in sede di bilancio di previsione. Quasi che le avesse volute aumentare solo lui, l’anno scorso. Il capogruppo di ‘Isernia di tutti’, Davide Avicolli, giura – a 12 mesi dall’approvazione – che loro non volevano inasprire la pressione fiscale. Una scelta sofferta, ma dovuta.
Ha gioco facile dunque l’opposizione, con in testa Eugenio Kniahynicki, a rimarcare l’incoerenza e l’inettitudine della coalizione di governo cittadino. L’esponente di Fratelli d’Italia giura che in due anni “non si è fatto nulla. Servizi ai minimi storici, tasse ai massimi. L’ospedale sta per essere smantellato e il sindaco non è stato presente, è assente costantemente, questa è la sua peculiarità. E i suoi consiglieri sono complici, mentre ammiro Benedetta Monaco per il coraggio. Dovete rendere conto ai cittadini, state uccidendo lentamente la città. Bisogna avere il coraggio di andare fino in fondo, anche fino al commissariamento. Perché il mandato ve l’hanno conferito gli isernini, non il sindaco”.
“Dimettetevi tutti”, tuona Sonia De Toma, capogruppo di ‘Isernia in Comune’, che aggiunge come quello di ieri sia stato “un Consiglio fotocopia di quello dell’anno scorso. Ogni anno lo stesso errore, le stesse chiacchiere. Ogni anno dite che si può fare di più, ma alla fine non si fa nulla. E vi ricordate solo ora di rateizzare le tasse e delle difficoltà della povera gente. E prima?”. Interrogativo senza risposta.
Lapidario anche Stefano Testa: “Il sindaco deve essere grato ai suoi consiglieri, che votano sì a scatola chiusa. Ci rendiamo conto che anche quest’anno ci viene chiesto di votare per un bilancio per cui le procedura di riconoscimento dei debiti fuori bilancio non sono state attivate? I consiglieri che si assumono la responsabilità di votare sì per disciplina di partito ne dovranno rispondere”.




