ISERNIA. “Le dichiarazioni del primo cittadino Brasiello rappresentano solo parole senza senso per giustificare il proprio operato in un modo ‘arrangiato’. Senza nulla togliere ai neo-assessori, credo sia troppo facile stare affacciati alla finestra e non metterci la faccia nelle competizioni politiche, per poi di fatto ritrovarsi nell’agone politico senza colpo ferire. Non credo che nell’assise comunale non vi siano professionisti competenti, affidabili o rappresentativi dell’identità isernina e pronti a mettersi a disposizione della propria città. Forse, caro Brasiello, non troviamo tra i consiglieri comunali, e qui hai ragione, cognomi blasonati che fanno la differenza, ma certamente troviamo giovani di belle speranze, laureati e professionisti, che hanno condiviso un percorso politico mettendoci faccia, soldi, sacrificio e speranza. Credo ormai che la politica isernina rispecchi molto quella regionale, Brasiello uguale a Frattura, si premiano gli amici e gli amici degli amici, offendendo tutti coloro i quali hanno dato l’anima per un ideale, affrontando le varie competizioni politiche, di certo non secondi a questi signori, che ora siedono nelle stanze del potere. Promesse programmatiche non mantenute come se il cittadino fosse un mezzo e non l’attore principale da rispettare.

Ancora una volta dalla periferia al centro: le promesse sono parole al vento, una politica distaccata dalle reali esigenze del cittadino, una politica che naviga a vista senza bussola, avendo quale unico scopo la salvaguardia della propria persona. Oggi il popolo isernino e quello molisano rimpiangono i D’Uva, Petrocelli, Tedeschi, Vecchiarelli, Sedati, D’Aimmo, Sammartino, Di Domenico, politici di tutto rispetto che hanno fatto grande la realtà pentra e il Molise intero, una realtà che si sta sgretolando, impoverendo sempre di più sotto il profilo sociale ed economico, a causa dell’incompetenza amministrativa e politica di politici mediocri che si ritrovano dalla sera alla mattina a governare macchine amministrative complesse. I risultati sono sotto gli occhi di tutti i cittadini che si aspettavano il cambiamento.
Mi auguro che questi giovani, preparati e vogliosi consiglieri comunali, che siedono tra i banchi di Palazzo San Francesco, non accettino passivamente di essere scavalcati perché non sono secondi a nessuno e il silenzio proprio da parte di giovani che tanto hanno dato in prima persona è il segnale di un non ritorno. È la fine di una speranza che molte persone di una certa età hanno riservato nei confronti dei giovani e di una nuova politica”.

Il presidente regionale del Guerriero sannita
Giovanni Muccio