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Giunta allargata, indennità ridotte per gli assessori

ISERNIA. L’ultimo periodo decisamente non è dei migliori per il sindaco di Isernia Luigi Brasiello. Le polemiche legate alla nomina dei due assessori esterni, infatti, non accennano a placarsi benché il primo cittadino abbia colto l’ancora di salvezza lanciata dal presidente del Consiglio comunale Franco Capone, ovvero sospendere le nomine e chiedere un parere al ministero dell’Interno circa la questione legata alle quote rosa contenuta nella legge Delrio. Ma a scatenare altre polemiche è stato il contenuto del comunicato stampa emesso da Brasiello in cui annunciava la nomina dei membri esterni. In particolare, verso la conclamata non onerosità dei nuovi incarichi per Gaia Di nezza e Ferdinando Veneziale. Sull’argomento è intervenuto il consigliere di Progetto Molise Domenico Chiacchiari, puntualizzando che quanto riportato nel comunicato non risponde al vero, semplicemente perché gli assessori non possono rinunciare ex ante all’indennità. Solo una volta percepita sono liberi di rinunciarvi, magari per darla in beneficenza.
“Questo tipo di incarichi – ha chiarito Chiacchiari – non possono essere svolti a titolo gratuito così come annunciato dal sindaco. Gli assessori non possono, quindi, rinunciare all’indennità che, dunque, gli dovrà essere corrisposta. Poi spetterà a loro decidere, una volta percepita, cosa farne”. Il problema, tuttavia, per ora non si pone, essendo stata sospesa la nomina dei due esterni.
Nel prossimo Consiglio comunale di giovedì 9 luglio, dove all’ordine del giorno c’è la discussione sulle comunicazioni del sindaco in tema di Giunta, in cui Brasiello dovrà vedersela col fuoco incrociato di opposizione e malpancisti della maggioranza, vuoi per il metodo della mcanta condivisione delle scelte, vuoi per la riduzione del budget a disposizione degli assessori. Infatti, se quanto dichiarato da Chiacchiari dovesse essere confermato, la somma a disposizione per la Giunta dovrebbe essere divisa per otto (sette assessori più il sindaco) anziché per sei, come avviene oggi. La cosa finirebbe quasi certamente per aumentare i malumori: che non vengano stanziati nuovi fondi per coprire i due posti in più, ammesso che Brasiello, tra mille giravolte e ripensamenti, voglia davvero allargare l’esecutivo .

FC

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